1 marzo, 2024

Il ministro degli Esteri e capo politico del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, all'hotel Savoia Regency per l?incontro con gli attivisti e i portavoce dell'Emilia-Romagna del Movimento, Bologna, 25 novembre 2019. ANSA/GIORGIO BENVENUTI


Nessuno tocchi le Sardine. Questa è la sintesi del pensiero di Luigi Di Maio al termine dell’incontro con dirigenti e attivisti del Movimento 5 Stelle a Bologna, dove si è provato a stilare un piano di azione in vista delle elezioni Regionali in Emilia Romagna del 26 gennaio 2020. Il voto della piattaforma Rousseau ha, infatti, rivoluzionato l’idea iniziale dei vertici pentastellati, obbligando il loro capo politico a un’organizzazione in fretta e furia della base in vista della tornata elettorale (anche in Calabria) da cui si sarebbe defilato senza troppi patemi. Rispondendo ai cronisti al termine dell’incontro bolognese, concluso nelle prime ore della notte tra lunedì e martedì, Luigi Di Maio ha parlato anche del movimento delle Sardine che, anche ieri sera, hanno riempito la piazza di Parma con quasi 10mila partecipanti. Il capo politico del Movimento 5 Stelle trova lodevoli queste iniziative, ma lancia un monito a tutti i partiti che, fin dalla prima ora, hanno provato a mettere il proprio marchio su questo movimento.
Di Maio e le Sardine
«Chiedo a tutti i partiti di non provare a mettere il cappello sulle sardine – ha detto Luigi Di Maio -. I parlamentari e i partiti politici lascino stare quelle persone, che hanno rappresentato un grande momento di partecipazione fino a ora e che potrà crescere se gli si permetterà di farlo senza che nessun partito metta il cappello su quella realtà». Né cappelli né penne dunque, anche se dal Movimento 5 Stelle, fin dalla prima manifestazione di Bologna, c’è stata una corsa alla rivendicazione, anche se non della paternità.
Le reazioni della politica alle manifestazioni
«Noi non lo vogliamo fare – concluso il capo politico del Movimento 5 Stelle – per cui non ci interessa colorare quella manifestazione di piazza dove c’è una precisa manifestazione di un dissenso. Chi aderisce a quei valori, non necessariamente deve aderire a un partito».
Enzo Boldi