Julian Assange, l’appello di 60 medici

Julian Assange, l’appello di 60 medici

25 noviembre, 2019 Off By Gazzettino Italiano Patagónico


  • Julian Assange è detenuto nel carcere britannico HM Belmarsh
  • Sessanta medici di diverse nazionalità hanno scritto un appello
  • “Condizioni fisiche e psichiche precarie: rischia di morire in carcere”

Problemi fisici e psicologici, che ne comprometterebbero le funzioni vitali. Julian Assange, secondo 60 medici di diversa nazionalità, rischia di morire in carcere. Per questo motivo hanno scritto una lettera aperta al ministro britannico Priti Patel per chiederne la scarcerazione e il trasferimento in una adeguata struttura sanitaria che possa dargli assistenza e che possa curarlo per impedire il peggio.
Julian Assange è noto in tutto il mondo per aver dato il via allo scandalo Wikileaks, l’insieme di una serie di documenti riservati sulla maggior parte degli Stati leader del pianeta, che avrebbero mostrato alcune relazioni compromettenti e che avrebbe spiegato il meccanismo di funzionamento di alcune delle principali decisioni che quegli stessi Paesi avevano preso in condizioni normali e in situazioni di emergenza (tra cui i conflitti in Afghanistan e in Iraq). Gli stessi documenti erano poi stati condivisi in rete. Per questo motivo, era stato richiesto un mandato di cattura internazionale per lo stesso Julian Assange, che si era rifugiato nell’ambasciata dell’Ecuador, chiedendo lì il diritto d’asilo, per quasi sette anni. L’11 aprile 2019, il diritto di asilo di Assange fu revocato in seguito a una serie di dispute con le autorità ecuadoriane. La polizia fu invitata dentro l’ambasciata e arrestò Assange, che ora è detenuto presso la prigione HM Belmarsh.
La richiesta dei 60 medici a Julian Assange
Secondo i medici che hanno scritto la lettera, Assange non sarebbe attualmente in condizione di affrontare il lungo processo che inizierà a febbraio del 2020. Per questo motivo, hanno richiesto una diagnosi urgente e specializzata per il detenuto. Negli ultimi giorni, era arrivata la notizia dalla Svezia della rinuncia al procedimento in seguito alle accuse su un presunto stupro. Tuttavia, il processo riguarda la fuga di dati sensibili e ha come corollario una possibile estradizione negli Stati Uniti.
Milo Cattaneo