Il 2 novembre si rinnoverà il Memorandum stretto da Italia e Libia

Il 2 novembre si rinnoverà il Memorandum stretto da Italia e Libia

31 octubre, 2019 Off By Gazzettino Italiano Patagónico

  • Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha annunciato delle modifiche all’accordo
  • Medici senza Frontiere denuncia: «Si perpetuano scellerate politiche di respingimento e detenzione sulla pelle delle persone»

Luigi Di Maio durante il question time alla Camera aveva risposto alle domande sul rinnovo tacito e automatico degli accordi Italia-Libia spiegando che il rinnovo era necessario, ma che sarebbero state apportate delle modifiche. Le modifiche però sono ritenute insufficienti ed errate dalla Ong Medici Senza Frontiere che denuncia cambiamento difficilmente realizzabili e contraddittori. Nicola Zingaretti aveva detto che il memorandum sarebbe dovuto cambiare radicalmente, mentre Luigi Di Maio aveva parlato di alcune modifiche. All’avvicinarsi del 2 novembre, giorno di rinnovo degli accordi stretti dall’Italia con la Libia, è la Ong Medici Senza Frontiere a lanciare un nuovo appello. Attraverso twitter infatti le modifiche che starebbe vagliando il governo nella commissione corrispondono ad un «maquillage umanitario». «Finge di voler migliorare le cose – ha twittato l’addetto stampa della Ong – mentre perpetua politiche disumane sulla pelle delle persone». Nel comunicato ufficiale, Medici Senza Frontiere accusa il governo di perpetuare «scellerate politiche di respingimento e detenzione sulla pelle delle persone» sotto la falsa intenzione di voler cambiare le cose proponendo modifiche «difficilmente realizzabili». «L’unica soluzione umanitaria possibile è superare del tutto il sistema di detenzione arbitraria, – ha scritto nel comunicato Marco Bertotto, responsabile advocacy di Msf – accelerare l’evacuazione di migranti e rifugiati dai centri favorendo efficaci alternative di protezione, e porre fine al supporto dato alle autorità e alla guardia costiera libica che alimenta sofferenze, violazioni del diritto internazionale e l’odioso lavoro dei trafficanti di esseri umani, a terra e in mare».

Gaia Mellone