Vladmir Putin ora si pone come mediatore tra Erdogan e Assad

Vladmir Putin ora si pone come mediatore tra Erdogan e Assad

16 octubre, 2019 Off By Gazzettino Italiano Patagónico


  • I militari russi stanno occupando le basi in Siria abbandonate da americani, britannici e francesi
  • L’inviato russo per la Siria: «Penso che lo scontro turco- siriano non sia nell’interesse di nessuno»

Mentre Vladmir Putin si pone come mediatore tra Recep Tayyip Erdogan e Bashar al Assad, i militari russi prendono posto nelle basi abbandonate da americani, britannici e francesi. Mosca condanna quanto sta accadendo in Siria, ma si muove come un equilibrista sul filo del rasoio. Le forze russe stanno pattugliando le zone intorno a Manbij, una delle cittadine simbolo di questo nuovo conflitto: si trova al confine tra Turchia e Siria, sulla strada per arrivare a Kobane, ossia la roccaforte della popolazione curda. E mentre i militari si dispongono approfittando della ritirata un po’ in fretta e furia delle forze americane ordinata da Donald Trump, il Cremlino interviene sulla diplomazia. «Il dialogo tra Turchia e Siria è in corso» ha dichiarato Alexander Lavrentiev,  l’inviato speciale di Putin per la Siria, aggiungendo: «Penso non solo che lo scontro turco- siriano non sia nell’interesse di nessuno, ma anche che sarebbe inaccettabile». «Per questo, sia chiaro, non lasceremo che le cose arrivino a questo punto» ha continuato. Intanto, nelle stesse ore, il presidente Russo stava facendo visita a Arabia Saudita ed Emirati Arabi. Non è un caso: si tratta degli alleati più forti nella zona degli Usa. Come scrive il corriere della sera, Putin «mescola affari e politica, dialogando in scioltezza con i sunniti di Riad senza perdere di vista gli sciiti di Teheran». Se Putin stia agendo per promuovere davvero la pace nella zona, lo dirà il tempo e il proseguo delle trattative. Certo è che ha trovato uno spazio dove posizionarsi, ancora una volta, in uno dei punti più caldi del medio Oriente.
Gaia Mellone