Ictus ischemici, le nuove frontiere di intervento

Ictus ischemici, le nuove frontiere di intervento

15 octubre, 2019 Off By Gazzettino Italiano Patagónico


Le condizioni di vita accelerate dallo stress quotidiano non aiutano a prevenire patologie legate ad ictus ischemici. Per fortuna l’evoluzione dei trattamenti di aneurismi e delle malformazioni vascolari cerebrali sia trattati in urgenza che in ricovero hanno portato dei risultati significativi in trattamento non solo farmacologico ma anche endovascolare con tecniche che consentono la rimozione del trombo. Di questo si discuterà nel corso del 15° Congresso della Società Mondiale di Neuroradiologia Interventistica (WFITN – World Federation Interventional Therapeutic Neuroradiology) che si svolgerà a Napoli dal 21 al 24 ottobre prossimo. Il congresso avrà come Presidenti Alessandra Biondi, direttore della Unità di Neuroradiologia dell’Ospedale J. Minoz di Besancon in Francia e il dott. Mario Muto direttore della Unità Operativa Complessa di Neuroradiologia della AO Cardarelli di Napoli. Ma quali sono i disturbi che potrebbero essere anticipatori di episodi di un ictus? “Si sta facendo in tutto il mondo un notevole sforzo organizzativo e culturale – sostiene Alessandra Biondi –  per stimolare i pazienti a non sottovalutare i disturbi clinici che si possono presentare come disturbi visivi, del linguaggio e motorii insorti acutamente ma anche per organizzare la migliore assistenza possibile che parte dal 118 passando attraverso la accettazione in P.S. essenziale per una veloce valutazione clinica neurologica, per effettuare la diagnostica per immagini e per una corretta selezione dei pazienti da trattare con farmaci per via endovascolare”. È quindi chiaro – spiegano gli organizzatori del convegno – che  il coinvolgimento di molteplici figure professionali richiede una formazione per rispondere alle migliori esigenze assistenziali ed il ruolo delle Università e delle Società scientifiche è perciò fondamentale. Altro settore in cui la Neuroradiologia ha compiuto notevoli passi e quello del trattamento delle patologie spinali da crolli vertebrali per osteoporosi e metastasi mediante l’utilizzo di tecniche mini-invasive di ricostruzione vertebrale con cemento acrilico associate o meno a radiofrequenza.
Maria Anzalone