Allarme coldiretti: scompare la frutta

Allarme coldiretti: scompare la frutta

11 octubre, 2019 Off By Gazzettino Italiano Patagónico


Negli ultimi anni le nostre campagne hanno perso una pianta da frutto su quattro: se lo scorso secolo le varietà coltivate erano circa 8mila, oggi il numero di cultivar è sceso drasticamente. È quanto emerge dal Rapporto Coldiretti Sos Clima per l’agricoltura italiana, che è stato diffuso al Villaggio contadino di Bologna attraverso una simbolica Arca di Noè della fattoria italiana, a rappresentare animali, piante e cibi a rischio di estinzione.
Non è solo una perdita di biodiversità
La scomparsa di un quarto delle varietà di frutta non rappresenta solo una grave danno per la biodiversità, ma espone il Paese anche a rischi ambientali. «Recenti studi hanno sottolineato il ruolo positivo della frutticoltura nella tutela dell’ambiente – spiega Coldiretti – proprio per la capacità di catturare CO2, ruolo che potrebbe ulteriormente crescere con l’adozione di tecniche colturali finalizzate non solo alla produzione di frutta, ma anche alla lotta all’inquinamento». Un ettaro di frutteto è in grado di catturare 20mila chilogrammi di anidride carbonica all’anno, limitando anche il PM10 e abbassando la temperatura dell’ambiente circostante durante le estati più calde e afose. Il crollo della produzione di frutta ha avuto anche pesanti ripercussioni sull’economia del settore: secondo Coldiretti, in 10 anni sono andati persi 14 miliardi di Euro.
Quali sono le varietà più colpite
Secondo lo studio dell’associazione di categoria, il taglio maggiore alla produzione ha interessato pesche e nettarine, con la superficie quasi dimezzata (-38 %), seguiti da uva da tavola (-35%), pere (-34 %), limoni (-27%), arance (-23%), mele (-17%), clementine e mandarini (-3%).
La salvezza della frutta dai soft drinks?
Come fare, dunque, per far ripartire il settore? La proposta la fornisce la stessa associazione di categoria: «Mettere più frutta italiana nelle bibite per far tornare conveniente piantare alberi nel nostro Paese sarebbe la vera svolta green che potrebbe aiutare l’ambiente, la salute e l’economia e l’occupazione Made in Italy» conclude Coldiretti.
Manlio Carotenuto