I vertici Tepco assolti per il disastro nucleare di Fukushima

I vertici Tepco assolti per il disastro nucleare di Fukushima

21 septiembre, 2019 Off By Gazzettino Italiano Patagónico


I vertici di Tepco (Tokyo Electric Power Company Holdings) sono stati giudicati non responsabili della mancata prevenzione delle strutture della centrale nucleare di Fukushima dopo il disastro dell’11 marzo 2011. I tre imputati,  l’ex presidente Tsunehisa Katsumata e gli ex vice presidenti Sakae Muto e Ichiro Takekuro, erano stati citati in giudizio nel 2017 e dopo meno di due anni sono stati valutati non colpevoli. Le accuse contro i tre ex dirigenti Tepco si basavano sul concetto di ‘precauzione’ atta a evitare disastri come quello accaduto, poi, a Fukushima in quella triste data dell’11 marzo 2011 che ha ricordato molto da vicino – ma con un impatto più contenuto, nonostante la gravita dell’accaduto – quanto accaduto a Chernobyl nel 1986. Secondo la procura, infatti, i dirigenti non avevano adottato misure preventive per evitare il disastro nucleare, nonostante il parere di molti esperti sulle criticità che potevano derivare da un terremoto e da uno tsunami. Cosa che poi è accaduta l’11 marzo di otto anni fa, provocando quel grave incidente alla centrale di Fukushima. Prima la violenta scossa  di magnitudo 9 che ha fatto tremare il Giappone, poi l’onda altissima che ha colpito gli impianti provocando una tragedia che, secondo l’accusa, poteva essere evitata grazie alla prevenzione. Ma per i giudici della Corte distrettuale di Tokyo, gli ex dirigenti non sono colpevoli di negligenza e quindi è decaduto tutto l’impianto accusatorio nei loro confronti.
Le 44 persone morte per l’incidente
Nel corso del processo, infatti, i tre si sono sempre dichiarati innocenti avvalendosi del fatto che i terremoti non possano essere previsti e – di conseguenza – neanche gli Tsunami. Se condannati, per quell’accusa, avrebbero rischiato circa cinque anni di carcere. Ricordiamo che l’incidente alla centrale nucleare di Fukushima provocò la morte di 44 persone.
Enzo Boldi