Il presidente di Forza Italia si rammarica per l’ostracismo della Lega

Il presidente di Forza Italia si rammarica per l’ostracismo della Lega

8 septiembre, 2019 Off By Gazzettino Italiano Patagónico


  • Silvio Berlusconi, intervistato da Il Giornale, spiega che Forza Italia farà opposizione in Parlamento
  • Non parteciperà, dunque, alla manifestazione di piazza di domani

L’amore finisce, le poltrone restano. Il sentimento, quello politico, tra Matteo Salvini e Silvio Berlusconi sembra essere cessato da tempo. La fiamma e le corrispondenze di amorosi sensi del 2018 sono state annacquate e spente dalla pioggia di consensi che la Lega, negli ultimi mesi, ha ottenuto mangiandosi anche buona parte dell’elettorato che, fino a qualche anno fa, aveva portato Forza Italia a essere la prima forza politica in Italia. Ma è sempre stato frutto di una grande alleanza che coinvolgeva le tante anime del Centrodestra che, ora, non è più unito essendosi spostato sempre più verso destra e valicando i principi liberali tanto cari all’ex Cavaliere. Un po’ di delusione e frustrazione si legge nelle parole di Silvio Berlusconi a Il Giornale. Il presidente e leader di Forza Italia ha confermato una dura opposizione al nuovo governo Pd-M5S, ma la contrapposizione non sarà in piazza. L’ex cavaliere, infatti, promette che la battaglia vera e propria si consumerà in Parlamento, senza dover richiamare le persone in piazza come invece faranno Fratelli d’Italia e la Lega domani a Montecitorio durante il voto di fiducia al nuovo Esecutivo giallorosso.
Berlusconi e l’opposizione solo in Parlamento
«L’opposizione si fa in Parlamento, perché è quello il luogo della sovranità popolare. Solo in casi eccezionali, se provassero a mettere le mani nelle tasche degli italiani, per esempio con la patrimoniale, o a limitare la libertà dei cittadini, potremmo anche manifestare pubblicamente il nostro dissenso come abbiamo fatto in altri tempi contro il governo Prodi – ha spiegato Silvio Berlusconi a Il Giornale -. Opporremo giorno per giorno i contenuti e il metodo liberale a una sinistra profondamente illiberale, statalista, giustizialista, sempre avendo come unica stella polare l’interesse degli italiani». L’ex Cavaliere, poi, ha minacciato tutti coloro i quali hanno intenzione di fornire un appoggio alla nuova maggioranza: «Saranno cacciati da Forza Italia».
Le incomprensioni con Salvini
Il capitolo più amaro, però, è quello dedicato a Matteo Salvini che lo ha deluso per il suo comportamento rispetto a quel che era la grande alleanza di Centrodestra fino al 4 marzo del 2018, quando la sua coalizione ottenne un gran successo. «Sarebbe ingeneroso dire che la nascita del governo giallorosso sia tutta colpa di Salvini, ma sarebbe miope negare le sue responsabilità. Il fatto è che la Lega ha dato l’impressione di volere giocare una partita solitaria spregiudicata, fino al punto di riproporre la coalizione con i grillini e di offrire a Di Maio la presidenza del Consiglio. Salvini non si è quasi mai posto nella prospettiva del centrodestra di governo, né in questo Parlamento, né in vista delle elezioni. Noi al contrario abbiamo detto dal primo giorno al capo dello Stato che il centrodestra è la maggioranza naturale del Paese,e chela via maestra per riportare al governo un centrodestra unito era il voto».
Enzo Boldi