1 marzo, 2024

Dopo tre mesi di accese proteste, la legge sull’estradizione è stata ritirata

HONG KONG, Aug. 27, 2019 Chief Executive of China's Hong Kong Special Administrative Region (HKSAR) Carrie Lam speaks at a press conference in Hong Kong, south China, Aug. 27, 2019. TO GO WITH ''HKSAR chief executive promises to build dialogue platform, reiterates zero-tolerance to violence' (Credit Image: © Xinhua via ZUMA Wire)


  • Lo ha annunciato in conferenza stampa la governatrice di Hong Kong Carrie Lam
  • Era solo una delle cinque richieste fatte dai manifestanti

Dopo settimane di proteste e l’escalation di tensione tra manifestanti e forze di polizia, finalmente i ribelli di Hong Kong possono tirare un sospiro di sollievo. La governatrice Carrie Lam ha infatti annunciato il ritiro della tanto contestata legge sull’estradizione, che aveva acceso le proteste e infiammato le strade dell’isola per decine di weekend di proteste.
Prima vittoria per i manifestanti di Hong Kong
La prima battaglia è stata vinta: la legge sull’estradizione che aveva scatenato il dissenso tra gli abitanti di Hong Kong è stata ritirata. Lo ha annunciato in conferenza stampa la governatrice Carrie Lam, dopo alcune indiscrezioni trapelate nel pomeriggio che accreditavano la mossa politica come un modo per sedare le proteste e le recenti escalation violente ad esse connesse. La legge era stata già sospesa, nella speranza di calmare le acque, ma ora la risposta è prettamente politica e, seppur in notevole ritardo rispetto alle richieste dei manifestanti, ha già ottenuto segni positivi per la Borsa locale. Un passo avanti, ma è presto per cantare vittoria completa. Il ritiro della legge sull’estradizione è infatti solo una delle cinque richieste avanzate in queste settimane dagli attivisti pro-democrazia, che hanno chiesto anche una indagine indipendente sulle brutalità della polizia. La risposta di Carrie Lam è stata che l’operato della polizia sarà sottoposto ad una indagine per mano dell’organi di vigilanza, che i manifestanti non ritengono però indipendente. Assolutamente rifiutata invece la richiesta della cancellazione delle accuse agli arrestati durante le proteste: Lam ha ribadito il no all’amnistia sostenendo che dovranno e verranno giudicati secondo la legge. E se ha concordato che il suffragio universale per governatore e parlamento locale, altra richiesta dei pro-democrazia, sia il «fine ultimo» previa discussione in una «diversa atmosfera» e secondo le regole, non ha dato alcun segno di voler soddisfare l’ultima richiesta, ovvero le sue dimissioni.
Gaia Mellone