Di Maio e l’ultimatum al Pd davanti a Conte

Di Maio e l’ultimatum al Pd davanti a Conte

30 agosto, 2019 Off By Gazzettino Italiano Patagónico


  • Parole al vetriolo del leader M5S in conferenza stampa dopo le consultazioni con Giuseppe Conte
  • Luigi Di Maio non ha lesinato critiche al Pd e alla stampa
  • Dichiarazioni che rischiano di segnare un punto di non ritorno per l’alleanza giallorossa

Nelle segrete stanze di Montecitorio (e delle sedi delle rispettive forze politiche) si sta mettendo a punto la squadra di governo che dovrebbe scaturire dal matrimonio tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico. Ma dalla conferenza stampa di Luigi Di Maio alla Camera dei deputati – dopo l’incontro della delegazione pentastellata con l’incaricato Giuseppe Conte – sembra ancora che il discorso sia in alto mare. Anzi, di più: le parole del leader M5S sembrano essere il preavviso di un naufragio ancor prima di iniziare. «Oggi il presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte potrebbe dar vita a un Conte bis (in realtà è un Conte 2, ndr) – ha dichiarato Luigi Di Maio davanti ai giornalisti -. Uso il condizionale perché in qualità di capo politico del M5S sono stato e siamo stati molto chiari: o siamo d’accordo a realizzare i punti del nostro programma o non si va avanti. Non è questo l’approccio del Movimento, non è nei nostri valori guardare a un governo solo per vivacchiare». Un aut aut che ha il sapore dell’ultimatum rivolto al Partito Democratico. «I nostri punti di programma sono chiari, se entrano nel programma bene altrimenti sarà meglio tornare al voto, e aggiungo: il prima possibile – ha detto Luigi Di Maio in conferenza stampa a Montecitorio -. L’Italia aspetta da anni una vera legge sul conflitto di interessi e questa si è rimandata per troppo tempo: un nuovo Governo ha senso se si approva una seria legge sul conflitto di interessi». Parole che dicono molto. Leggendo tra le righe di queste dichiarazioni, infatti, sembrerebbe che il Partito Democratico non abbia intenzione di rispettare i paletti cardine delle idee pentastellate.
I 20 punti del Movimento 5 Stelle
Nel corso delle consultazioni con Giuseppe Conte, Luigi Di Maio ha consegnato all’incaricato (con riserva) da Sergio Mattarella un piano di 20 punti alla base del programma pentastellato per la formazione del nuovo Esecutivo. Dettami che, seguendo le parole del leader M5S, devono essere accettati pedissequamente anche dal Partito Democratico, altrimenti ci sarà la fuga dall’altare alla vigilia delle nozze.
Enzo Boldi