Gazzettino Italiano Patagónico
Il ministro e vicepremier Luigi Di Maio lascia Palazzo Chigi al termine dell'incontro con il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, e il premier Giuseppe Conte, Roma, 26 agosto 2019. ANSA/ANGELO CARCONI - ALESSANDRO DI MEO

Il Viminale della discordia


  • Lo stallo alla vigilia delle consultazioni con il presidente della Repubblica
  • Dopo il veto a Conte, Pd e M5S sono divisi anche sui ministeri
  • I dem accusano le “ambizioni” di Luigi Di Maio che vorrebbe il Viminale. I penstastellati negano

Nel giro di una notte è cambiato tutto. Era prevedibile, conoscendo le due forze politiche in campo. Gli strappi tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico stanno toccando i punti più alti da quando è stata avviata questa difficile trattativa per presentare al presidente Sergio Mattarella un esecutivo giallorosso per evitare il ritorno alle urne. Dopo la questione Conte-2, lo scontro dialettico a distanza si è spostato anche su altri temi. In mattinata i penstastellati hanno dato il via a questo climax annullando l’incontro previsto per le 11, poi i dem sono passati al contrattacco parlando di ‘ambizioni’ sul Viminale da parte di Luigi Di Maio. Sta di fatto che, a poche ore dal via delle consultazioni, l’accordo sembra essere molto più distante rispetto a quanto trapelato nel pomeriggio di lunedì. «L’accordo di Governo rischia di saltare per le ambizioni personali di Luigi Di Maio che vuole fare il Ministro dell’Interno e il Vicepremier – hanno detto fonti del Partito Democratico -. Su questo non sente ragioni e va avanti a colpi di di ultimatum». Il tutto a meno di un’ora dall’incontro cancellato per volontà del Movimento 5 Stelle dopo aver chiesto al Pd di fare chiarezza – e farlo in vesti ufficiali – sulla volontà di sostenere un incarico affidato a Giuseppe Conte per la formazione (e la guida) del nuovo governo giallorosso. Una posizione intransigente e ambiziosa di Luigi Di Maio che, però, viene respinta fermamente dal Movimento 5 Stelle che non ci sta e rispedisce l’accusa la mittente. Vito Crimi, facendo eco a quanto fatto trapelare dai pentastellati, ha infatti ribadito come il M5S si sia impegnato a parlare solamente di percorso condiviso e di riforme insieme al Pd, sottolineando come da parte loro non sia stato fatto alcun riferimenti a ruoli, ministeri e poltrone varie. E mentre iniziano le Consultazioni al Quirinale, l’accordo tra Pd e Movimento 5 Stelle sembra essere congelato in questa estate ancora torrida.
ndr

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