1 marzo, 2024


I mari dell’Artico ospitano alcuni tra i cetacei più belli e particolari del mondo, tra questi spicca certamente il Narvalo Monodon monoceros, diventato quasi leggendario tra i marinai del Grande Nord, in virtù del grande dente posizionato sul labbro superiore e che lo posiziona come animale più vicino nell’immaginario umano all’unicorno. Una zanna che differenzia questa specie ad un cetaceo affine, il Beluga Delphinapterus leucas, famoso invece per il color bianco della sua livrea. Entrambe le specie popolano le acque gelide dei mari del Nord e una scoperta compiuta da un team internazionale composto da ricercatori del Museo di storia naturale della Danimarca e dell’Università di Copenaghen e altri esperti di cetacei che lavorano in Canada. Infatti in base al ritrovamento di un cranio raccolto da un cacciatore sull’isola nella baia di Disko, nella Groenlandia occidentale, che presentava dati morfometrici intermedi e poco chiari è stata svolta una indagine genetica, appena pubblicata su Scientific Reports, che ha prodotto risultati davvero sorprendenti e che aprono nuovi scenari. Una prima ipotesi lasciava supporre che si potesse trattare di un Beluga con aspetti morfometrici anomali ma le analisi effettuate rivelano che il campione è un ibrido maschio di prima generazione tra un Narvalo femmina e un Beluga maschio e questo reperto costituisce  l’unica prova di potenziale ibridazione tra beluga e narvali. Un altro aspetto curioso emerso da questo studio è dettata dagli isotopi di carbonio e azoto che indicano una nicchia dietetica unica dell’ibrido a differenza di quella di entrambe le specie parentali, supportata dalla sua dentatura unica che lo induce ad un’alimentazione particolare. La profondità degli oceani è sempre prodiga di sorprese e nuove scoperte, stavolta legate a due animali davvero affascinanti e misteriosi.
Marco Mastrorilli