Richard Gere paragona Salvini a Trump

Richard Gere paragona Salvini a Trump

19 agosto, 2019 Off By Gazzettino Italiano Patagónico
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  • Richard Gere ha rilasciato un a intervista al Corriere della Sera
  • Al quotidiano dice di voler «incontrare Salvini»
  • L’attore impegnato sulla Open Arms come volontario difende Carola Rackete: «Salva le vite»

Il nuovo antagonista di Matteo Salvini ora è un volto Hollywoodiano, quello di Richard Gere. L’attore è arrivato a bordo della Open Arms grazie ad un «ragazzo coraggioso» e lì ha fatto del suo meglio pr aiutare in una situazione drammatica. E mentre il ministro dell’interno lo invita ad ospitare i migranti «nelle sue ville», Gere risponde che avrebbe piacere di conoscerlo, perché convinto che nel profondo sia più molto più umano di quanto dia a vedere. Intervistato dal Corriere della Sera, Richard Gere ha raccontato che a bordo della nave ong Open Arms ha ascoltato «le loro storie, i loro traumi familiari» e invita Matteo Salvini a fare lo stesso. L’attore infatti sostiene che sarebbe curioso di conoscere il ministro: «Sono sicuro che non è come si presenta in pubblico» dice al Corriere della Sera, «avrà una famiglia, dei figli, dei genitori». Il problema risiederebbe nel fatto che il capo del Viminale «vede la politica come un pretesto per aumentare il consenso». Consenso che viene costruito facendo leva su «paura» e «odio», proprio come fa il Presidente americano. «Infatti io Salvini lo chiamo Baby Trump, usa la stessa ignoranza in senso radicale» ha aggiunto la star del cinema. Di fede buddista, Gere dice che questo momento drammatico che sta vivendo l’Italia, di cui riconosce i due volti dell’accoglienza umana e del respingimento politico, è un fenomeno che non riguarda solo lo stivale ma l’Europa intera e anche l’America, dove stanno prendendo sempre più potere «leader politici» che «stanno manipolando le menti, facendo emergere il lato oscuro del dramma del nostro tempo». Questa però, sempre secondo l’attore, altro non è che una sfida, «una sfida che si può vincere».
Gaia Mellone


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