L’importanza della diversità genetica

L’importanza della diversità genetica

12 agosto, 2019 Off By Gazzettino Italiano Patagónico
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Per cercare di comprendere il percorso evolutivo della specie, i ricercatori hanno estratto e analizzato il patrimonio genetico custodito in denti e ossa riconducibili a diciannove esemplari, che sono stati rinvenuti in tre diverse località dell’Italia settentrionale. Reperti dal valore unico, dal momento che si tratta dei più antichi reperti biologici italiani di lupo genotipizzati finora. «L’analisi di questi resti ci ha permesso di ottenere una fotografia del make-up genetico della popolazione lupina presente in Italia tra il Tardo Pleistocene e il Medioevo» spiegano Marta Maria Ciucani e Davide

Palumbo, primi autori dello studio. Dall’analisi genetica dei resti più antichi sono emerse corrispondenze con altri resti dello stesso periodo rinvenuti in Nord America e in Eurasia, ma anche somiglianze con i lupi italiani contemporanei. «Questi risultati hanno evidenziato una continuità genetica dell’antica popolazione italiana di lupo con quelle coeve localizzate nel nord dell’Eurasia e una importante vicinanza con la popolazione moderna di lupo italiano» conferma Romolo Caniglia, ricercatore dell’ISPRA. I reperti più antichi e quelli più recenti hanno mostrato, però, significative differenze, segno che suggerisce una progressiva perdita di diversità genetica nel passaggio dal Pleistocene all’Olocene, legata probabilmente all’isolamento geografico della penisola italiana e alla graduale riduzione della popolazione dovuta anche all’attività antropica.


Dal lupo al cane domestico
Analizzando i reperti, i ricercatori si sono imbattuti in un risultato sorprendente. In due dei reperti più antichi, risalenti a circa 25.000 anni fa, è emersa la presenza di un aplotipo – un gruppo di mutazioni ereditate insieme – che oggi è presente in 97 diverse razze canine. Un dato particolarmente interessante, considerato che al momento i primi cani riconosciuti dalla comunità scientifica risalgono a circa 14.000 anni fa. Per saperne di più, servirà ora approfondire questi indizi con nuove analisi e nuovi dati.
Pietro Mazzotta


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