Allarme della FAO

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12 agosto, 2019 Off By Gazzettino Italiano Patagónico
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In un anno in Asia, quasi 5 milioni di suini sono morti o sono stati abbattuti a causa del diffondersi della peste suina africana (ASF), malattia infettiva che colpisce maiali domestici e cinghiali. Pur non essendo pericolosa per l’uomo, la malattia miete vittime tra i suini con percentuali vicine al 100%, con gravi perdite economiche per il settore suinicolo. La peste suina africana è presente in sei Paesi asiatici: Cambogia, Cina, Corea del Nord, Laos, Mongolia e Vietnam. Gli ultimi dati forniti dalla FAO indicano che le perdite attuali rappresentano più del 10% della popolazione suina in Cina, Vietnam e Mongolia.
Non c’è un vaccino
Con il sostegno della FAO, i Paesi asiatici stanno intensificando i meccanismi di prevenzione per evitare l’ulteriore diffusione della malattia. «In commercio non è disponibile alcun vaccino, pertanto dobbiamo tentare altre strade per contrastare il virus. I Paesi devono vigilare sui confini – terrestri, marittimi e aerei – ed evitare che la malattia penetri e si diffonda con l’introduzione di capi infetti o di prodotti suini contaminati» ha dichiarato il dott. Juan Lubroth, Capo del Servizio Veterinario della FAO. «Stiamo invitando i paesi a rischio a implementare efficaci misure di biosicurezza per evitare che capi vivi infetti o prodotti a base di carne suina contaminata attraversino i confini» ha concluso.
La risposta alle emergenze della FAO
Il Centro per la Gestione delle Emergenze per la Salute Animale della FAO (EMC-AH) ha inviato diversi gruppi di intervento per aiutare i Paesi a contenere la malattia, in collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità animale (OIE). I team hanno lavorato con i servizi veterinari e i rappresentanti dei governi per incrementare le misure di biosicurezza delle aziende agricole e per fornire consulenza su tecniche di abbattimento efficaci nel rispetto degli standard internazionali di benessere animale. L’EMC-AH ha inoltre risposto alle richieste provenienti da Paesi del continente asiatico – ancora indenni dall’ASF – su come tutelarsi dalla malattia. Il centro ha inoltre costituito un gruppo di esperti in materia di ASF per ottimizzare le attività della FAO e diffondere informazioni fondamentali sulla malattia.
Luca Serafini


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