Il ciclo della vita delle farfalle

Il ciclo della vita delle farfalle

7 agosto, 2019 Off By Gazzettino Italiano Patagónico
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Le farfalle hanno un ciclo biologico affascinante e complesso; questi insetti, infatti, compiono una metamorfosi completa con quattro stadi vitali del tutto diversi l’uno dall’altro: uovo; bruco (o larva); crisalide (o pupa); adulto. In ogni stadio esiste una stretta dipendenza con le proprie “piante nutrici”, quelle piante su cui l’adulto depone le uova, di cui il bruco si ciba in maniera esclusiva e dove spesso si fissa una volta che si è trasformato in crisalide.
La deposizione delle uova
La modalità di deposizione delle uova in questi animali è duplice. Nelle specie che hanno una stretta relazione con la pianta nutrice vengono deposte poche decine di uova, questo perché le larve godono di un’immediata disponibilità di cibo. Altre specie invece, come la Melanargia galathea, spargono centinaia di uova mentre sorvolano un’area prativa, perché in questo caso il compito di reperire la pianta nutrice viene delegato alle larve e, di conseguenza, i rischi di predazione aumentano.
Il bruco
Il bruco ha forma cilindrica leggermente appiattita, colorazione spesso mimetica e in genere numerosi peli e setole sul corpo. Si muove per mezzo di tre paia di corte zampe toraciche e per spostarsi agevolmente sulla vegetazione utilizza delle speciali false zampe addominali fornite di una struttura simile a una ventosa. Ha un apparato boccale di tipo masticatore, con potenti mandibole che triturano avidamente le foglie della pianta nutrice. Durante la crescita il bruco deve compiere una serie di mute, in media 4-5 durante la sua vita larvale, dopodiché si trasforma in crisalide, rinchiudendosi in un bozzolo duro e coriaceo nel quale subirà una serie di trasformazioni fino a divenire farfalla.
La crisalide
La maggior parte delle crisalidi si fissano per mezzo di fili sericei alla pianta nutrice, ma molte preferiscono nascondersi tra le pietre o nello strato erbaceo. Hanno in genere colorazione mimetica: simulano di preferenza parti della pianta, ma a volte hanno aspetto simile a quello di un escremento di uccello per sfuggire ai predatori. Quando le condizioni ambientali e soprattutto la temperatura, sono ottimali il rivestimento della crisalide inizia a rompersi, permettendo la fuoriuscita della farfalla adulta. Appena uscito, l’adulto ha le ali ancora umide e accartocciate e non riesce, quindi, a volare; prima di poter spiccare il volo inaugurale deve, perciò, attendere che le ali si asciughino e si riscaldino e che inizi a scorrere l’emolinfa al loro interno per permetterne la completa espansione.
ndr


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