Pinguino di Adelia

Pinguino di Adelia

4 agosto, 2019 Off By Gazzettino Italiano Patagónico


Il riscaldamento globale del nostro Pianeta sta drasticamente sciogliendo le calotte polari e, seppur lontanissima dall’Europa, anche l’Antartide sta subendo la morsa di un caldo “polare”. E così prende forma una nuova geografia in cui il pack lascia sempre più spazio alle acque oceaniche libere dai ghiacci. In questo scenario in trasformazione diversi scienziati stanno studiando il pinguino di Adelia (Pygoscelis adeliae), vero simbolo del Polo Sud, e proprio all’inizio di quest’anno è stata pubblicata una ricerca molto interessante che lo vede protagonista. Grazie all’uso di speciali trasmettitori, sono stati seguiti e monitorati 191 pinguini compresi tra un’età di 4 e 17 anni. L’intento era quello di comprendere se l’efficacia riproduttiva di questa specie poteva subire flessioni con l’avanzare dell’età. I pinguini di Adelia vivono in un ecosistema sempre più difficile e la rarefazione dei Krill costringe questi uccelli a spostamenti significativi per riuscire a nutrire i propri nidiacei. Nonostante ciò, la ricerca ha messo in luce qualcosa di inatteso, ovvero che i pinguini di Adelia con il passare degli anni mostrano notevoli incrementi nelle performance riproduttive, diventando più bravi e veloci nel portare le prede ai giovani nel nido. Una buona notizia che si aggiunge a quella del ritrovamento lo scorso anno di un’isola nel mare di Weddell sulla quale vivono oltre un milione di pinguini di Adelia, una colonia sconosciuta fino a quel momento e che ha fatto tirare un sospiro di sollievo per la sorte di questa specie “prossima alla minaccia”, secondo la classificazione della lista rossa dell’IUCN. Una tendenza positiva che potrebbe essere frenata, però, dai cambiamenti climatici in atto. Un’eventualità non così remota, come dimostra il ritrovamento pochi mesi fa di resti mummificati di pinguini risalenti a 750 e 200 anni fa, venuti alla luce con il ritiro dei ghiacci. Le analisi al carbonio-14 hanno consentito di collocare in quei periodi due eventi mortali di massa causati da eventi meteorologici particolarmente violenti, con piogge e neve battenti particolarmente letali per i pulli che, sprovvisti di piumaggio idrorepellente al contrario degli adulti, vanno incontro più facilmente a processi di ipotermia. Una fotografia del passato che ci permette di comprendere quanto sia fragile l’esistenza di questi stupendi animali e quanto possano essere vulnerabili. Il ghiaccio per loro è vitale e purtroppo le aperture di nuovi tratti di mare dovute allo scioglimento dei ghiacci stanno cambiando scenari millenari, con i pinguini costretti a compiere tragitti immensi per trovare le prede con cui alimentare le proprie nidiate.
Marco Mastrorilli