1 marzo, 2024

Scioperi in vista per le troupe del cinema dopo il mancato rinnovo del contratto di lavoro


Si è interrotta la trattativa tra le parti per il rinnovo del contratto di lavoro per la categoria degli troupe dello spettacolo. Il rapido raggiungimento di quasi il 90% dei punti concordati nelle trattative avevano già impensierito le rappresentanze al tavolo che faceva presagire qualche difficoltà che sarebbe sorta all’orizzonte e così è stato. Ed ora la categoria tornerà ad incrociare le braccia con una nuova ondata di scioperi. ANICA, APA ed APE hanno appreso che l’assemblea dei Lavoratori Troupe del 31 luglio ha fissato le date delle ulteriori giornate di sciopero già preannunciate durante il mese di Agosto. Questo atteggiamento è destinato a creare disoccupazione e gettare il settore nella crisi dalla quale faticosamente stava uscendo. La trattativa è stata interrotta dopo che si era trovato un accordo sul 90% dei punti in discussione. Le rivendicazioni salariali, per un 4° livello (il più diffuso fra i livelli delle troupe) prevedono un minimo sindacale di oltre 4.500 euro mensili e per i livelli superiori prevedono incrementi esponenziali per arrivare anche a rivendicazioni che superano i 10.000 euro mensili. Come ampiamente dimostrato al tavolo dalle delegazioni, questo tariffario impedirebbe di fatto la realizzazione di circa il 60% dei prodotti cine-audiovisivi oggi prodotti (dati del MiBAC). La conseguenza immediata sarebbe una drastica diminuzione delle settimane lavorative e del numero degli occupati. Chiaramente l’impatto economico comporterà l’espulsione dal mondo del lavoro della metà, almeno, di coloro che oggi trovano una occupazione. Chiaramente i più colpiti saranno i giovani, coloro che si avviano ad una formazione anche sul campo, coloro che non possono ancora vantare una esperienza tale da competere con chi sta puntando solo ad una “castizzazione” ulteriore della propria professione. Le rivendicazioni sindacali, quindi, hanno abbandonato la tutela dei lavoratori a vantaggio di una tutela corporativa di pochi che già oggi sono in una condizione di privilegio. È facile prevedere quello che è già accaduto quando, in un settore adiacente a quello delle troupe, le aziende furono costrette ad accettare prezzi e minimi sindacali esageratamente alti: oggi quel ccnl non è applicato se non da pochissime aziende che soffrono la concorrenza sleale di coloro i quali, per tentare di sopravvivere, sono state spinti verso l’evasione, contributiva, fiscale ed il mancato riconoscimento delle retribuzioni contrattuali, con l’accettazione piena dei lavoratori che, in mancanza di altro, hanno accettato comportamenti illeciti. Incomprensibile è anche la richiesta di fissare prima il livello retributivo e, solo dopo, il campo di applicazione. Ma come si può pretendere di stabilire prima il prezzo e poi il prodotto? Sarebbe come fissare il prezzo di una casa prima di sapere se stiamo trattando un monolocale in periferia o un palazzo nobiliare in centro città. In modo assolutamente generico, il sindacato ha dichiarato che sarebbe disponibile a fissare le regole per stabilire quali prodotti potrebbero vedere alcune deroghe. Ma leggendo i comunicati delle oo.ss., i tanto invocati principi di oggettività e chiarezza, scadono nella più assoluta genericità e discrezionalità di valutazione, non si sa tra l’altro a chi affidata. Un’ultima notazione: le oo.ss. hanno dichiarato di aver appreso con piacere che la delegazione datoriale è, come è sempre stata, disponibile ad un confronto serio e costruttivo. Ci pare sin superfluo evidenziare che tale confronto non può che essere avviato in assenza di qualsiasi forma di pressione o iniziativa sindacale, quali stato di agitazione e sciopero. Ma anche, che una discussione, proprio in quanto tale, non può che vedere sgombrato il campo da qualsiasi richiesta di accettazione preventiva ed incondizionata di qualsivoglia rivendicazione.
Franco Mela