Biodiversita’ – La patata di mare

Biodiversita’ – La patata di mare

3 agosto, 2019 Off By Gazzettino Italiano Patagónico
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Halocynthia papillosa, comunemente denominata patata di mare, è un organismo filtratore, appartenente al Phylum Cordata, Subphylum Tunicata. Ha all’interno del suo corpo, come tutte le ascidie, un organo chiamato endostilo. Questo produce muco, grazie al quale cattura le particelle di cibo e, tramite delle ciglia, lo trasporta verso il canale digerente. Ed è proprio dall’endostilo che ha origine la nostra tiroide! Infatti, sia l’endostilo, sia la tiroide hanno la capacità di fissare lo iodio!
Descrizione
Halocynthia papillosa (Linnaeus, 1767), Patata di mare. Ascidia solitaria ed endemica, di forma cilindrica che può raggiungere un’altezza massima di 12 cm. La tunica ha consistenza coriacea ed è rugosa e presenta una colorazione rossa intensa, che può variare in base all’intensità della luce. Entrambi i sifoni sono dotati di una corona di caratteristiche setole rigide ben visibili. Il sifone inalante contiene una serie di tentacoli falciformi. Quando viene disturbata tende a contrarsi, chiudendo i due sifoni e assumendo una forma a croce.
Habitat
Vive su substrato roccioso, sul coralligeno e nelle praterie di Posidonia oceanica, tra 10-100 m di profondità.
Distribuzione
Presente nei settori biogeografici: 1, 2, 3, 5, 6, 7, 8, 9.
L’Atlante e i suoi autori
Questa scheda è tratta dall’Atlante della flora e della fauna “Pinneggiando nei mari italiani”, frutto di anni di studio e della passione di Marco Bertolino e Maria Paola Ferranti per il mondo marino e che ha come obiettivo di mettere in risalto la complessa biodiversità dei mari italiani e di farne conoscere le meraviglie. Il volume descrive oltre 650 specie, dalle alghe ai mammiferi, ed è preceduto da un’introduzione sui principali ambienti presenti lungo le coste italiane, dalla superficie alle maggiori profondità, in un’alternanza di aree sabbiose, ciottolose e rocciose, caratterizzate da habitat marini peculiari.
Marco Bertolino e Maria Paola Ferranti – biologi marini dell’Università degli Studi di Genova, da anni impegnati nella ricerca.


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