Strage Mediterraneo 2019: 150 morti in mare

Strage Mediterraneo 2019: 150 morti in mare

26 julio, 2019 Off By Gazzettino Italiano Patagónico
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«La peggior tragedia di quest’anno è appena successa» – ha commentato così la notizia Filippo Grandi, numero uno dell’Unhcr, l’agenzia Onu che si occupa di rifugiati. A un centinaio di chilometri da Al Khoms, un barcone è affondato: sarebbero 150 i dispersi (la maggior parte dei quali risultano senza vita), mentre circa 145 sarebbero stati salvati dalle autorità libiche che li hanno riportati nel Paese. Una strage che avviene in un momento in cui non è garantita assolutamente alcuna ancora di salvataggio nel Mediterraneo per le imbarcazioni in difficoltà. Non ci sono missioni internazionali che assicurano la presenza di motovedette che possano vigilare sul canale di Sicilia, non ci sono ong in mare. Restano soltanto le forze della cosiddetta guardia costiera libica che, anche in questa occasione, si è dimostrata inadeguata a soccorrere un numero così alto di persone partite dalle coste del Paese nordafricano.
La testimonianza dell’Unhcr sulla strage Mediterraneo
«Se le stime fossero confermate – fanno sapere sempre dall’Unhcr -, si tratterebbe della peggior tragedia di quest’anno nel Mediterraneo centrale. Un promemoria, se necessario, che deve esserci un cambiamento nell’approccio alla situazione mediterranea. È urgente la necessità di salvare vite in mare». La stima di 150 morti sarebbe stata fatta in base ai resoconti dei superstiti, che hanno parlato di una folla immensa naufragata.
ndr


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