Gazzettino Italiano Patagónico

Spesa sostenibile in cinque mosse


Le nostre scelte quotidiane hanno un impatto enorme sul futuro del Pianeta: attraverso il nostro ruolo di consumatori consapevoli, infatti, possiamo influenzare le scelte e le strategie di mercato delle aziende. Anche quando compiamo un atto semplice come fare la spesa, possiamo fare una grande differenza, basta seguire pochi e semplici accorgimenti.

  • Alla spina è meglio

Scegliere prodotti alla spina è una soluzione vincente: evita lo spreco di imballaggi e consente di risparmiare. Un esempio di prodotto che conviene acquistare sfuso è il tè. «Sempre più spesso le bustine di tè e tisane sono realizzate in plastica non biodegradabile e non possono essere conferite nella raccolta dell’umido – spiga il WWF –. La scelta migliore, in termini di impatto ambientale, ma anche rapporto qualità-prezzo, resta il tè sfuso o, in alternativa, bustine realizzate in carta, che sono facilmente riconoscibili perché saldate con un’etichetta cartacea o con un punto metallico. Lo stesso vale per il caffè: preferiamolo sfuso».

  • Solo piatti e posate vere

I prodotti di plastica monouso vengo impiegati per pochi minuti, ma restano per sempre nell’ambiente. «Il petrolio che serve per creare un bicchiere di plastica che si usa per pochi minuti a un party, impiega 50 milioni di anni a formarsi. E per degradarsi in natura, piatti e stoviglie monouso di plastica impiegano dai 100 a 1000 anni, mentre alla cannuccia ne servono ben 200». Le posate monouso, inoltre, non possono essere conferite nella raccolta differenziata. Riflettiamoci: è davvero una buona scelta?

  • Perché pagare di più per gli imballaggi?

Anche se li gettiamo appena acquistati, gli imballaggi hanno un prezzo che paghiamo nel prodotto finito. Evitarli è una scelta saggia, tanto per le nostre tasche quanto per l’ambiente. «Acquistare frutta e verdura sfusa è un primo regalo che possiamo fare all’ambiente. I contenitori per alimenti, infatti, sono tra i 10 oggetti che più comunemente si trovano sulle nostre spiagge e a volte troviamo impacchettato anche ciò che la natura ha prodotto già “protetto”, come le banane, il melone o il cocomero» aggiunge il WWF.

  • Bellezza naturale

Anche i prodotti per la cura della persona nascondono insidie: si tratta delle microplastiche impiegate come esfolianti in creme e dentifrici. «Le microplastiche si nascondono anche nei cosmetici, per questo consigliamo di controllare bene e di evitare quelli che contengono polyethylene tra gli ingredienti prima di acquistarli. Solo in Europa, si producono oltre 4mila tonnellate di microsfere di plastica l’anno, utilizzate nei cosmetici da risciacquo, come esfolianti e detergenti».

  • Bottiglie e borse possono durare anni

Evitare l’acquisito di shopper monouso e trovare alternative alle bottiglie di plastica è facile. «Il nostro ultimo report sul Mediterraneo mostra che in un anno 570 mila tonnellate di plastica finiscono nelle acque di questo mare. È come se 33.800 bottigliette di plastica venissero gettate in acqua ogni minuto» conclude il WWF.
ndr

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