Gazzettino Italiano Patagónico
Marco Cattaneo durante la conferenza stampa di presentazione della mostra fotografica del National Geographic  "Photoark - Meraviglie del mondo animale" del fotografo Joel Sartore presso l'Auditorium Parco della Musica, Roma, 07 dicembre 2017. ANSA/ANGELO CARCONI

Marco Cattaneo parla di cambiamenti climatici


  • Marco Cattaneo ha avuto un confronto in tv sui cambiamenti climatici
  • Tante inesattezze in trasmissione
  • Il direttore del National Geographic si augura che tra 200 milioni di anni ci evolveremo in una specie intelligente

Caldo record, fenomeni meteorologici estremi, elementi di discontinuità con i modelli e le tendenze degli ultimi anni. Ma c’è ancora chi nega che sia in corso uno dei più devastanti e impattanti cambiamenti climatici del pianeta. E lo va a dire in tv, mostrandosi convinto di esporre – a supporto delle sue tesi – dei dati scientifici. La contraddizione è stata notata da Marco Cattaneo, direttore del National Geographic, invitato ieri sera a In Onda su La7 a parlare di cambiamenti climatici. Quest’ultimo si è confrontato con Marcello De Manzoni che ha affermato che anche 14mila anni fa i ghiacci artici si sono sciolti del tutto e che il livello dei mari si è alzato di 20 metri. Non potendo approfondire in maniera organica in trasmissione tutte le argomentazioni per smentire questa affermazione, Marco Cattaneo ha scritto un post su Facebook in cui ha spiegato a quale livello siamo arrivati nel dibattito televisivo e pubblico sui cambiamenti climatici.
Le argomentazioni di Marco Cattaneo
«Ebbene – ha scritto Marco Cattaneo – 1. Non risulta che ci sia stato uno scioglimento completo dell’Artico 14.000 anni fa. 2. Se ci fosse stato uno scioglimento dell’Artico i mari non si sarebbero alzati di un centimetro. Perché quel ghiaccio è già in acqua. È lo scioglimento delle calotte su Groenlandia e Antartide che fa salire il livello dei mari. 3. Se anche si fossero alzati di 20 metri, non c’era un miliardo di persone che vivevano sulle coste. 4. Se oggi si alzasse di 20 metri il livello dei mari, chi glielo spiega a De Manzoni che di Venezia resterebbe visibile solo un moncone del campanile di San Marco? Il resto, alghe». Ovviamente, il suo è un punto di vista informato, di chi fa giornalismo scientifico per diversi anni alla guida di una delle più importanti riviste di settore a livello internazionale. Per questo è autorevole e per questo è preoccupante quando afferma: «Questo è il livello dei dibattiti televisivi sul clima. Un confronto in cui a qualcuno è permesso dire falsità senza ritegno spacciandole per legittime opinioni o, peggio, per dati scientifici. E allora sai che ti dico? Lasciamo pure il pianeta a insetti, piccoli roditori e pesce azzurro. Chissà che tra 200 milioni di anni non si evolva una specie intelligente». Negli ultimi giorni si stanno registrando temperature monstre in quasi tutte le città d’Europa. Oggi a Parigi – così come in altre metropoli europee – si toccheranno i 42 gradi, mentre giungono notizie di fenomeni meteorologici estremi anche nel nord dell’emisfero settentrionale. Il cambiamento climatico bussa alle porte di casa nostra. Eppure in Italia c’è chi se la prende con Greta Thunberg o – addirittura – con chi lavora da anni nel settore. Nel tentativo di nascondere una realtà che ormai è sotto gli occhi di tutti.
Pietro Marangoni

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