L’industria mineraria rischia di avvelenare i mari

L’industria mineraria rischia di avvelenare i mari

26 julio, 2019 Off By Gazzettino Italiano Patagónico
Condividere buone notizie è amore
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  


Le estrazioni minerarie si sono spostate sotto l’acqua, lontano dagli occhi, ma non per questo meno pericolose per l’ambiente. «Ci troviamo di fronte a un’emergenza climatica e l’estrazione mineraria in acque profonde è chiaramente una pessima idea – è l’allarme lanciato da Greenpeace –. Saccheggiare i fondali dei nostri oceani è una scelta che rischia di generare una perdita irreversibile di biodiversità e di rendere più difficile la lotta ai cambiamenti climatici, danneggiando importati depositi di carbonio».
Cosa si cerca sotto i mari
Le miniere sottomarine servono per alimentare la domanda di metalli e minerali necessari per la produzione di devices elettronici. Sotto ai fondali oceanici si trovano, infatti, importanti giacimenti di nichel, cobalto, rame, molibdeno e zirconio. «L’e-waste, ovvero i rifiuti elettronici, oggi rappresenta il tipo di rifiuti a più rapida crescita. Un sistema economico circolare ci vedrebbe passare dal sistema dell’economia lineare, che attualmente seguiamo per i nostri dispositivi elettronici, a uno che invece minimizzi gli scarti, riciclando metalli e minerali provenienti dai prodotti elettronici recuperati e che si concentri sulla progettazione di dispositivi più intelligenti che riducano l’uso di metalli e minerali fin dall’inizio» aggiunge l’associazione.
Estrazioni sotto l’acqua, rischi sulla Terra
Secondo alcune delle aziende che promuovono questo tipo di estrazioni, proprio dai tesori nascosti sotto al mare si potrebbero ottenere forme di energia più pulita da sfruttare sulla terra. «Alcune società di estrazioni minerarie in alto mare stanno promuovendo questo business rischioso come una soluzione green – aggiunge Greenpeace, che ha anche lanciato una petizione per chiedere che vengano fermate da subito le estrazioni in mare –. Sostengono, infatti, che i metalli e i minerali provenienti dal fondale marino sono necessari per soluzioni energetiche più pulite, come le energie rinnovabili e le batterie elettriche per auto». Ma l’estrazione in alto mare è tutt’altro che una soluzione green e potrebbe perfino peggiorare i cambiamenti climatici. «Le profondità oceaniche rappresentano, infatti, una delle nostre migliori difese contro il riscaldamento globale perché permettono di trattenere il carbonio. Scavare il fondale marino potrebbe interrompere questo processo naturale dell’oceano e portare al rilascio, nell’oceano e nell’atmosfera, di queste riserve di carbonio con un conseguente innalzamento delle temperature sulla Terra».
Mario Garbarino


Condividere buone notizie è amore
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •