Cucina Greca

Cucina Greca

10 julio, 2019 Off By Gazzettino Italiano Patagónico
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La Grecia con le sue innumerevoli isole baciate dal sole offre un tipo di cucina prettamente mediterranea. Il gusto dei greci per la vita e l’amore per le cosi semplici si riflette anche a tavola: olio d’oliva, melanzane, pomodori, zucchine, peperoni, carne d’agnello e pesce sono infatti gli ingredienti che più vengono usati. Cucina antichissima, era già di alto livello quando in Italia più che cuocere qualcosa alla brace non si faceva. In Grecia, 2500 anni fa, per diventare cuoco bisognava frequentare due anni di scuola. Temachides di Rodi scrisse ben undici volumi su “diverse sorte di banchetti” e solo i Greci arrivarono a consacrare la gastronomia, dedicandole una dea: Adefagèa. Quando i Romani occuparono la Grecia ne scoprirono anche le meraviglie gastronomiche e ne furono conquistati tanto che Catone il Censore protestò invano, affermando che i Greci corrompevano i puri (primitivi) costumi romani. Così la cucina greca si trasfuse a Roma, la cui cucina, nella realtà, è cucina greca. E cucina greca è tutta la cucina dell’Impero bizantino che si ramificò in Italia ed in Europa, attraverso le repubbliche marinare prima, attraverso la diretta presenza poi d’Italiani e Francesi. Dunque tutte le cucine europee, attraverso Italiani e Francesi, furono influenzate dalla cucina greca. Cucina antichissima, era già di alto livello quando in Italia più che cuocere qualcosa alla brace non si faceva. In Grecia, 2500 anni fa, per diventare cuoco bisognava frequentare due anni di scuola. Temachides di Rodi scrisse ben undici volumi su “diverse sorte di banchetti” e solo i Greci arrivarono a consacrare la gastronomia, dedicandole una dea: Adefagèa. Quando i Romani occuparono la Grecia ne scoprirono anche le meraviglie gastronomiche e ne furono conquistati tanto che Catone il Censore protestò invano, affermando che i Greci corrompevano i puri (primitivi) costumi romani. Così la cucina greca si trasfuse a Roma, la cui cucina, nella realtà, è cucina greca.

E cucina greca è tutta la cucina dell’Impero bizantino che si ramificò in Italia ed in Europa, attraverso le repubbliche marinare prima, attraverso la diretta presenza poi d’Italiani e Francesi. Dunque tutte le cucine europee, attraverso Italiani e Francesi, furono influenzate dalla cucina greca. Nel 1500 arrivarono i Turchi, un popolo di nomadi. Il massimo delle espressione gastronomica di questo popolo era mettere la carne degli animali uccisi tra la montatura e la sella per renderla tenera, visto che la mangiavano cruda! Tutti noi dimentichiamo che la penisola anatolica che si specchia nel Mar Egeo era abitata da Greci fino ai primi decenni di questo secolo e che la cucina, la cucina del Sultano con tutte le sue raffinatezze, era cucina greca o, meglio, cucina dell’Impero bizantino, vale a dire la cucina dell’Antica Roma, cioè ellenistica. Certo con tutte le contaminazioni, le infiltrazioni, l’evoluzione che il tempo ed i contatti con altri popoli inevitabilmente provocano. Tornando ai nostri giorni, in una casa greca si cucina di solito un piatto unico di carne o pesce accompagnato da verdure a mezzogiorno ed invece un pasto più leggero a base di insalate, yoghurt e frutta per la cena. I mézé (antipasti) che ritroviamo anche nella cucina araba e turca, sono una tradizione dei giorni di festa e dei ristoranti. Sono molto variati: il moussaka, i souvlakis, i dolmades e la taramo salade solo per citarne alcuni. I mézé ricoperti da pasta sfoglia sono molto popolari, soprattutto nel Nord della Grecia, e la sfoglia, la famosa phyllo, ha la particolarità di essere sottilissima. Il pesce ed i frutti di mare sono una vera passione per i greci: di solito vengono cotti in padella o al forno con solo un po’ di olio di oliva. Nei ristoranti, molto spesso a gestione familiare, avrete modo di apprezzare le decine di sfiziosi antipasti di gusto tutto mediterraneo; oltre ovviamente all’ottimo pesce fresco. I greci consumano anche molto pane: di solito grosso e compatto. Il formaggio viene invece integrato nelle varie preparazioni e la feta è quello più conosciuto. I dessert sono a base di miele e frutta secca: uvetta, pistacchi, noci, mandorle. Annaffiano il tutto con il Retsina vino dal sapore molto particolare aromatizzato con la resina dei pini, metodo usato fin dall’antichità per conservarlo meglio. Dovete assolutamente assaggiare l’ Ouzo, aperitivo nazionale aromatizzato all’anice, nel “Kafenion”, tipico bar greco che funziona da salotto per la comunità, come anche il Metaxa, il brandy greco, dal gusto intenso e vellutato. Specificate al cameriere se volete un vino non resinoso. In questo caso provate il Naoussa della cantina Boutari. Il caffè rappresenta invece un rito particolare: viene preparato nel briki versando la polvere di caffè e lo zucchero nell’acqua fredda. Poi si mette il briki sul fuoco e aiutandosi con un cucchiaio si mescola bene in modo che il caffè sia ben sciolto. Quando l’acqua incomincia a bollire e la schiuma arriva ai bordi del briki, si spegne la fiamma e lo si fa riposare per qualche minuto. Poi se ne versa un piccola quantità in ogni tazza in modo che tutte abbiano la schiuma e poi si finisce di riempirle. Sketos è il caffè amaro; metrios è quello che contiene un cucchiaino di zucchero; glykys è quello decisamente dolce. L’estate è il momento migliore per conoscere la sua cucina. Scegliete fra i piatti proposti e  Kalì orexi!
Renzo Milani 


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