Il nuovo attacco di Beppe Grillo a Salvini

Il nuovo attacco di Beppe Grillo a Salvini

1 julio, 2019 Off By Gazzettino Italiano Patagónico
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  • La lettera di Beppe Grillo a Il Fatto Quotidiano contro Matteo Salvini
  • Il comico genovese mette in parallelo l’atteggiamento del leghista contro i deboli e quello contro i poteri forti
  • Dice che se la Sea Watch fosse stata quotata in Borsa, allora il ministro sarebbe rimasto in silenzio

Ancora prima dello sbarco, ancora prima dell’arresto. Beppe Grillo ha scritto una lettera a Il Fatto Quotidiano (pubblicata nell’edizione odierna) in cui parla dei diversi atteggiamenti di Matteo Salvini in base al soggetto protagonista dei principali temi di cronaca politica o economica. E così il comico genovese – e garante del Movimento 5 Stelle – paragona i muscoli mostrati dal leghista contro i deboli (i migranti e la Sea Watch) e il capo chino (anzi, la sponsorizzazione) nei confronti dei «potenti», rappresentati in questo caso dalla famiglia Benetton e dalla loro holding Atlantia.
«Non importa a nessuno come la pensi – scrive Beppe Grillo nella sua lettera pubblicata su  Il Fatto Quotidiano -.  La vera questione è che la Sea Watch non è quotata in Borsa!». Il riferimento è al  pressing di Matteo Salvini – coadiuvato anche da tutti gli altri ministri ed esponenti della Lega – affinché il restante 40% (Luigi Di Maio parla di 37%) della  newco di Alitalia finisse nelle mani del gruppo Atlantia, la holding che controlla (tra le altre) Autostrade per l’Italia e la cui maggioranza è nelle mani della famiglia Benetton.
«Così, il nostro CacoCapitano è un eroe contro i deboli, mentre l’eternamente imberbe non riesce a trovare la concentrazione necessaria a mandare a quel paese la cachessia delle idee che sta travolgendoci. Se è un brutto sogno, svegliamoci; se siamo svegli, agiamo!», prosegue Beppe Grillo nella sua lettera. Un duro atto di accusa nei confronti di Matteo Salvini, chiamato « CacoCapitano», per le sue posizioni così divergenti sui diversi temi. Il riferimento è anche all’esternazione pubblica del leader della Lega contro  Luigi Di Maio, con il ministro dell’Interno che aveva ammonito il capo del Mise per le sue dichiarazioni sul rischio di un Atlantia decotta dopo la revoca delle concessioni per Autostrade.
Enzo Boldi


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