I dati Eurostat consegnano un triste primato all’Italia

I dati Eurostat consegnano un triste primato all’Italia

1 julio, 2019 Off By Gazzettino Italiano Patagónico
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  • Il nostro Paese supera di quasi il doppio la media europea dei Neet, giovani che hanno completato il ciclo di formazione ma non riescono a entrare nel mondo del lavoro
  • Nell’anno 2018 la percentuale è scesa di pochissimo: dal 29,5% al 28,9%

Non più studenti ma nemmeno lavoratori: quella fase di transizione dei giovani ventenni che non è più solo un problema di crescita ma anche economico. Il numero dei Neet, giovani tra i 20 e i 35 anni che non studiano e non lavorano, consegna all’Italia il podio in Europa.
Italia record in Europa per i Neet, i giovani inoccupati che non studiano né lavorano
Secondo i dati Eurostat diffusi, l’Italia domina l’Eurozona con il record più alto di neet, ovvero quei giovani che hanno concluso il percorso di studi ma non riescono a entrare nel mondo del lavoro. La percentuale del Belpaese è la più alta di Europa, quasi il doppio della media del vecchio continente, sebbene sia in  leggerissimo calo. Nel 2018 la quota di Neet italiani è scesa dal 29,5% al  28,9%, seguiti dai giovani della Grecia con il 26,8%. Per fare un paragone, la media dell’Eurozona è del 17,2% mentre quella europea è del 16,5%. Ad avere invece i tassi più bassi sono  Svezia, con solo 8,0%, e Olanda con una percentuale di poco superiore pari al 8,4%. Anche allargando la fascia di età analizzata, partendo da un’eta dei 15 anni fino ai 34, l’Italia resta comunque al primo posto, raggiungendo in questo caso addirittura la cifra di 3 milioni di neet.
Gaia Mellone


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