Caso Sea Watch, Archiviate le accuse sul sequestro di persona

Caso Sea Watch, Archiviate le accuse sul sequestro di persona

25 junio, 2019 Off By Gazzettino Italiano Patagónico
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  • Le accuse ipotizzate dalla Procura di Roma a gennaio scorso
  • La Sea Watch era rimasta bloccata al largo delle coste italiane per diversi giorni
  • Il tribunale dei ministri di Catania ha richiesto l’archiviazione

Il caso  Sea Watch non si trasformerà in un Diciotti bis: è stata infatti richiesta l’archiviazione per le  accuse di sequestro di persona a carico del premier  Giuseppe Conte, dei vice  Luigi Di Maio e  Matteo Salvini, e del ministro delle infrastrutture e dei trasporti  Danilo Toninelli.
La vicenda è legata all’arrivo a gennaio scorso della nave Sea Watch, che rimase in attesa di indicazioni a largo delle coste italiane per diversi giorni dopo aver soccorso circa 50 migranti nelle acque di competenza territoriale del nostro paese. Infine lo sbarco a Catania. La  procura di Roma aveva perciò ipotizzato il sequestro di persona nei confronti delle 4 alte cariche dell’esecutivo. Il tribunale dei ministri di Catania invece ha disposto l’archiviazione poiché la nave Ong «è entrata in Italia in maniera unilaterale e senza le necessarie autorizzazioni della Guardia Costiera».
Salvini inneggia ai porti chiusi contro le «navi pirata» mentre l’Onu dice all’Italia «fate sbarcare»
Immediato il festeggiamento di  Matteo Salvini che ha commentato la notizia sui social scrivendo che «non si trattò di sequestro di persona» ma di  «richiesta di ordine e regole». Un’occasione per il vicepremier per ribadire la linea interna contenuta anche all’interno del decreto sicurezza bis: «Sono felice che la magistratura confermi che si possono chiudere i porti alle  navi pirata». Parole che sono arrivate nelle stesse ore in cui l’ agenzia Onu per i rifugiati, in occasione della giornata mondiale del rifugiato, intimava all’Italia di «far  sbarcare le persone».
Gaia Mellone


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