Il mondo marino delle Isole Poor Knights

Il mondo marino delle Isole Poor Knights

22 junio, 2019 Off By Gazzettino Italiano Patagónico


Situate a 23 chilometri dalla costa Tutukaka dell’Isola del Nord della Nuova Zelanda, le Isole Poor Knights sono un vero e proprio paradiso per gli appassionati di subacquea e snorkeling o, per chiunque voglia ammirare da vicino le misteriose isole un tempo abitate dai Maori. Così battezzate dal Capitano James Cook, le isole furono il campo di battaglia di un sanguinoso massacro che coinvolse diverse popolazioni indigene che un tempo abitavano l’area. Questo arcipelago di isole che si gettano a strapiombo nell’Oceano Pacifico è rimasto disabitato dall’inizio del diciannovesimo secolo, fatta eccezione per la straordinaria biodiversità marina e terrestre che ospita e che ogni anno attrae visitatori da ogni parte del mondo.
10 milioni di anni di storia
La Riserva Marina delle Poor Knights Islands fu istituita nel 1981 per garantire protezione a specie rare e in pericolo di fauna e flora. L’arcipelago è costituito da due isole principali conosciute come Tawhiti Rahi e Aorangi e da una serie di piccoli isolotti. L’intero arcipelago si caratterizza per le sue formazioni rocciose di origine vulcanica dalle pareti verticali e dai suoi numerosi archi e grotte marine, tra cui la Rikoriko Cave, la più grande al mondo. Circa 10 milioni di anni fa una serie di violente eruzioni vulcaniche diede origine ad una massa di terra nel nord est del paese che, secondo gli esperti, sprofondò lasciando dietro di sé un gruppo di isole. L’erosione esercitata dall’azione combinata di vento e moto ondoso, insieme ai periodi glaciali e interglaciali che si sono susseguiti negli ultimi 2 milioni di anni, hanno plasmato queste isole lasciando spazio a formazioni rocciose più ridotte composte perlopiù da riolite.
In immersione
Chiunque si trovi a esplorare le terre lontane della Nuova Zelanda, un’immersione nel mondo sommerso delle Isole Poor Knights è d’obbligo. Una volta tuffatisi in mare, equipaggiati con bombole e pinne, ci si apre uno spettacolo meraviglioso ai nostri occhi. Jacques Cousteau definì le Isole come uno dei migliori siti di immersione al mondo e, non si sbagliava affatto. Veniamo subito catturati dalle fitte foreste di kelp appartenenti alla specie Ecklonia radiata, un’alga bruna tipica di acque temperate e ricche di nutrienti. I colori sgargianti di spugne, anemoni e coralli dalle forme più variegate ci regalano uno spettacolo naturale incredibile. Tra i coloratissimi molluschi non è difficile incontrare il nudibranco pagliaccio (Ceratosoma amoena) con le sue caratteristiche macchie arancioni sul dorso. Oltre 125 specie di pesci abitano queste acque incontaminate. Tra i pesci cartilaginei più comuni possiamo ammirare la pastinaca liscia (Dasyatis brevicaudata) che, con il suo movimento elegante, passa a poca distanza da noi. Non mancano le murene, il grongo meridionale (Conger verreauxi), il velenoso scorfano rosso orientale (Scorpaena cardinalis), la damigella neozelandese (Chromis dispilus) dalla tipica pinna caudale fortemente biforcuta e la specie Coris sandeyeri della famiglia Labridae con i suoi maschi dai colori brillanti. Inoltre, con l’arrivo dell’estate australe, aumenta la possibilità di avvistare mante e pesci luna, oltre al trigono (Dasyatis thetidis), o pastinaca nera gigante.
Informazioni utili
Raggiungibili in una sola ora di navigazione, le Isole sono comodamente accessibili dalla località di Tutukaka non lontano dal più popolato Distretto di Whangarei. Qui si trovano vari dive operator che organizzano uscite di un’intera giornata alla scoperta delle meraviglie sommerse dell’arcipelago e della fauna e flora che lo popolano. E’ utile sapere che l’approdo sulle isole è consentito solo ai ricercatori, ma nei pacchetti offerti dalle compagnie è spesso inclusa una lunga visita in barca nell’arcipelago per godere delle impressionanti formazioni geologiche che lo caratterizzano e dell’avvistamento di alcune specie di uccelli marini che nidificano sulle isole durante l’estate.
Il periodo migliore dell’anno per immergersi in queste acque è nei mesi estivi dell’emisfero australe, quando le temperature si aggirano intorno ai 20 gradi e la visibilità è ottima. È consigliato evitare la stagione delle piogge che va da luglio a ottobre.
Ylenia Vimercati