Russia, donne pagate di più se indossano gonne corte

Russia, donne pagate di più se indossano gonne corte

2 junio, 2019 Off By Gazzettino Italiano Patagónico
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  • L’iniziativa fino al 30 giugno dell’azienda russa: pagare di più le donne che si presentano in ufficio in minigonna
  • La decisione sarebbe parte di una “maratona femminista” e di una strategia per far socializzare il team
  • Moltissime le polemiche sui social network

Ha sollevato non poche polemiche la campagna lanciata da Tatprof, azienda fornitrice di alluminio in Russia, che per la ” maratona femminista” fino al 30 giugno promette di pagare di più le donne che si recano al lavoro indossando una  minigonna. Un modo «per far socializzare il team». Neanche a dirlo, il 70% dei dipendenti è composto da uomini.
«Un modo per far socializzare il team»
Indossare la minigonna in cambio di un  aumento sullo stipendio. Se la decisione già non fosse di per sé imbarazzante, ci si mette anche la motivazione: far socializzare meglio il team di dipendenti, composto al 70% da uomini. Per la serie: oltre al danno la beffa. È l’incomprensibile iniziativa dell’azienda russa fornitrice di alluminio Tatprof, che inserisce questo aumento all’interno di un “maratona femminista” che si concluderà il 30 giugno. L’idea di femminismo però sembra essere davvero distorta. La gonna che varrà i 100 rubli in più, dovrà essere  «non più lunga di 5 cm sopra al ginocchio». Non solo, le impiegate dovranno anche mandare delle prove fotografiche per ottenere questo “bonus”. Eppure, riporta l’Independent, già 60 donne si sono prestate all’iniziativa, respingendo le accuse di pessimo. Ad una radio locale, un portavoce avrebbe detto che «volevamo rallegrare i nostri giorni in ufficio». Sempre parlando con la radio  Govorit Moskva, il portavoce ha spiegato che  «il nostro team è composto per il 70% da uomini. Questi tipi di campagne  ci aiutano a staccare la spina, riposare». «Molte donne indossano di default i pantaloni per lavorare, – ha aggiunto –  motivo per cui speriamo che la nostra campagna aumenti la consapevolezza delle nostre signore, permettendo loro di vivere la loro femminilità e il loro fascino quando fanno la scelta di indossare una gonna o un vestito».
Gaia Mellone


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