Alessandro Di Battista fa il solito populismo anche sul destino di Radio Radicale

Alessandro Di Battista fa il solito populismo anche sul destino di Radio Radicale

24 mayo, 2019 Off By Gazzettino Italiano Patagónico

  • Dice a Emma Bonino di chiedere a Soros i soldi per salvarla
  • Poi si vanta della sua beneficenza fatta con i soldi del Tfr

Mancava solamente la sua voce all’appello dei nomi di chi ha parlato del destino di Radio Radicale, ma poi anche Alessandro Di Battista ne ha parlato. Il militante del Movimento 5 Stelle – ed ex deputato nella scorsa legislatura – ha lasciato a un lungo post su Facebook la sua idea attorno alla mancata proroga di sei mesi della convenzione nei confronti della famosa emittente, con i pentastellati che hanno fatto muro alle richieste della Lega e delle opposizioni. Dibba poteva esprimere il proprio pensiero senza una polemica complottista? Assolutamente no. Dopo aver esordito spiegando di non avercela con Radio Radicale ma con il sistema dei fondi statali all’Editoria. Poi, però, l’ex deputato del Movimento 5 Stelle non mette a freno le dita e passa al contrattacco, rivolgendosi direttamente a Emma Bonino. «Guai se qualcuno osa toccare i finanziamenti pubblici all’editoria o ai partiti. Tuttavia le soluzioni sono dietro l’angolo. Basta volerle. La cara Emma potrebbe chiamare il suo amico George Soros e, dopo averlo ringraziato per i 200mila euro appena donati da lui a +Europa, potrebbechiedergli per Radio Radicale l’1% di tutto ciò che incassò nel 1992 con quella speculazione che fece a danno della lira e della nostra economia. Speculazione legittima si dirà, come è legittimo tagliare i fondi all’editoria aggiungo io».

Di Battista dice a Emma Bonino di chiedere soldi a Soros

E l’attacco prosegue anche nei confronti di tutti gli altri, nel solito mood del ‘io ho ragione e tutti voi torto, quindi state zitti’: «Se, per vergogna (sempre brutto chiedere i soldi a soggetti diversi dal Popolo italiano) la Signora Bonino non volesse scegliere questa strada ne suggerisco un’altra. Tutti i parlamentari del PD (ma anche degli altri partiti, dalla Lega a Forza Italia) che in queste ore si stanno stracciando le vesti per Radio Radicale siano generosi: donino i loro assegni di fine mandato (le loro cospicue liquidazioni insomma) alla causa. Credetemi sarebbero più che sufficienti».

Radio Radicale è apprezzata perché libera da finanziatori

Poi si vanta di aver dato in beneficenza i soldi del suo trattamento di fine rapporto. Un gesto lodevole, ma che perde di significato quando viene sbandierato ai quattro venti. O alle Cinque Stelle. Il problema, infatti, non è mettersi ognuno le mani nelle proprie tasche e pagare l’obolo per tenere in vita Radio Radicale. La vera questione è mantenere libera una radio che è sempre stata riconosciuta come super partes e utile al dibattito civile. Ma su questo il populismo non fa breccia. Meglio gridare ai complotti mentre si attende il cadavere del governo passare per risalire sulla barca.

Enzo Boldi