GPS e droni, la svolta Hi-Tech dell’agricoltura 4.0

GPS e droni, la svolta Hi-Tech dell’agricoltura 4.0

3 mayo, 2019 Off By Gazzettino Italiano Patagónico

A nche il lavoro nei campi diventa digitale: dai sistemi GPS all’utilizzo dei droni, dai sensori nei campi alle etichette intelligenti, fino ai sistemi di avanguardia nella produzione ecocompatibile. L’ agricoltura 4.0 in Italia vale già 400 milioni di Euro e ha fatto registrare una crescita del 270% in appena un anno. A dirlo sono i dati forniti dell’Osservatorio Smart AgriFood, che mostrano come il più tradizionale dei mestieri stia guardando con occhio sempre più attento alle soluzioni proposte dalle nuove tecnologie.

Quali sono i vantaggi

Il settore dell’agricoltura di precisione è in costante crescita. «L’obiettivo è quello di arrivare entro il 2021 ad avere il 10% della superficie coltivata con applicazioni intelligenti sempre più evolute e adatte alle produzioni nazionali» spiega Coldiretti. I vantaggi dell’ agricoltura 4.0 sono svariati: «Si va dalla maggior efficienza produttiva e qualitativa alla riduzione dei costi e dell’impatto ambientale, con minor utilizzo di sementi, fertilizzanti, agrofarmaci, acqua di irrigazione, carburanti, lubrificanti. La scelta di utilizzare applicazioni innovative è sempre legata a fattori come la superficie da coltivare o il settore produttivo di riferimento» aggiunge l’associazione di categoria. Con l’agricoltura di precisione si riesce a stabilire con esattezza quanta acqua e quante sostanze nutritive servono per una determinata coltura o individuare qual è la giusta razione alimentare per un animale. «Ma serve anche per eliminare infestanti attraverso interventi mirati, prevenire patologie, migliorare la resa delle coltivazioni e la stessa qualità dei prodotti, oltre a rendere più facile il lavoro» prosegue l’associazione.

I laureati al lavoro nei campi

L’impiego di tecnologie sempre più sofisticate ha anche mutato il profilo del lavoratore agricolo: l’ agricoltura 4.0 coinvolge di più imprenditori di età inferiore ai 40 anni e laureati. A fare la differenza è il digital divide, ovvero il divario esistente tra chi ha accesso effettivo alle tecnologie e chi, invece, ne resta escluso. «Il divario è particolarmente accentuato tra città e campagna, dove le nuove tecnologie sono uno strumento indispensabile per sviluppare le risorse che il territorio può offrire; tuttavia, queste opportunità rischiano spesso di non essere colte a causa dei ritardi nell’espansione della banda larga nelle zone interne e montane» conclude Coldiretti.

Pino Cesareo