Inchiesta mostra come vivono i macachi in laboratorio

Inchiesta mostra come vivono i macachi in laboratorio

26 abril, 2019 Off By Gazzettino Italiano Patagónico

Il video è stato girato in una delle più importanti Università italiane e mostra come vivono i macachi rinchiusi nello stabulario e sottoposti a sperimentazione animale. Le immagini, che sono state diffuse in esclusiva dall’associazione Essere Animali, sono state registrate sotto copertura.

Elettrodi nel cranio e comportamenti stereotipati

I frame del video mostrano i macachi rinchiusi in piccole gabbie spoglie, con elettrodi impiantati cranio e nelle tempie. «Gli animali manifestano comportamenti stereotipati e ossessivi, si muovono avanti e indietro nella gabbia, leccano compulsivamente le pareti e mordono senza sosta lucchetti e sbarre» commenta Essere Animali. Scene che non possono lasciare indifferenti e che, come spiega l’associazione animalista, voglio far riflettere con l’auspicio che la comunità scientifica «si mobiliti per la ricerca di metodi sostituitivi all’utilizzo di animali».

Aumenta il numero di macachi impiegati nella sperimentazione

Nonostante il numero degli animali utilizzati nei laboratori sia in diminuzione, cresce quello dei macachi rinchiusi negli stabulari di università e laboratori di ricerca. Nel 2017 sono stati sottoposti ad esperimenti 548 macachi, a fronte dei 224 utilizzati nel 2015. «Questo nonostante il Ministero della Salute debba autorizzare l’impiego di primati non umani solo in via eccezionale e nel caso la ricerca non possa essere condotta altrimenti. Il numero aumenta ulteriormente se si includono i primati non umani riutilizzati in una seconda procedura, con una cifra finale di 586 primati» spiega l’associazione. Gli animali usati nei laboratori italiani provengono da allevamenti in Cina, Laos, Vietnam o Isole Mauritius. «Sono nati in gabbia, ma le loro madri sono state probabilmente catturate nelle foreste, una pratica necessaria per continuare ad avere una buona genetica negli animali, che si impoverirebbe con troppe generazioni in cattività» conclude Essere Animali.

Marta Frigerio