La prima bistecca astronauta si chiama Fiorenza, ed è della Trattoria dall’Oste di Firenza

La prima bistecca astronauta si chiama Fiorenza, ed è della Trattoria dall’Oste di Firenza

17 abril, 2019 Off By Gazzettino Italiano Patagónico

  • La lombata di 1,2 chili ha raggiunto la stratosfera
  • L’iniziativa dopo l’avvio dell’iter per il riconoscimento della Fiorentina come patrimonio mondiale Unesco

Alla Trattoria dall’Oste di Firenze è arrivato «un ordine dall’alto»: nella stazione spaziale è finita la carne. La risposta? spedire una fiorentina nello spazio. Il video pubblicato sulla pagina Facebook della trattoria racconta la mirabilante avventura di Fiorenza, la prima bistecca astronauta. Non è fantascienza: l’hanno lanciata per davvero.

La storia della bistecca che ha volato nello spazio

Fiorenza, la prima bistecca a volare nello spazio, è una lombata di 1,2 kgprepara dalla Trattoria dall’Oste di Firenze. Decollata dalla Tenuta Sant’Ilario a Gambassi Terme, ha raggiunto la stratosfera ben posizionata sul suo tagliere e trainata da un pallone aerostatico riempito con dell’ elio. Un volo di 4 ore, in cui ha raggiunto l’altezza di 31 km, superando incolume anche la temperatura di -54 gradi.

«Era una sfida, una scommessa con noi stessi – ha raccontato all’Ansa Antonio Belperio, titolare della Trattoria dall’Oste – e tutto è andato per il meglio: i ragazzi di Black Whale che hanno curato il lancio hanno pensato a tutto». Un’iniziativa curiosa che ha letteralmente portato Fiorenza ad essere una stella della cucina tradizionale italiana, tanto che verrà esposta in una delle sedi della Trattoria nella capitale Toscana.

La Fiorentina tra i candidati per il patrimonio mondiale Unesco

La grande carriera di Fiorenza, e di tutte le altre fiorentine, non si ferma qui. Il video della trattoria infatti è stato pubblicato all’indomani dell’avvio dell’iter per inserire il piatto tradizionale italiano nel patrimonio mondiale Unesco, e far compagnia alla pizza Barolo e alla Dieta Mediterranea. Il percorso per ottenere l’ambito riconoscimento è però lungo: potrebbero volerci fino a 10 anni per entrare nell’elitaria cerchia. Dopo la segnalazione dello Stato, una commissione compilerà la lista propositiva, che a sua volta verrà esaminata dal Consiglio direttivo della CNIU, che valuterà quali beni segnalare come meritevoli di entrare nella Lista del Patrimonio Mondiale, step finale che però passa attraverso molte altre commissioni e valutazioni.

«Anche se non sarà una procedura facile, ma neanche impossibile, spero che con il contributo di tutti si possa fare questa operazione che non deve essere solo un’operazione di immagine, ma di sostanza – ha dichiarato il sindaco di Firenze Dario Nardella – Ci deve servire a far comprendere che cosa significano la cultura e la tradizione legate all’alimentazione e cosa vuol dire un’alimentazione sostenibile e consapevole». Se Fiorenza è già arrivata nello spazio, non c’è motivo per cui non dovrebbe arrivare anche a Parigi, e convincere con il suo profumo e il suo sapore l’Unesco intera.

Enzo Boldi