Mukkeller, Miglior birrificio italiano 2019 

Mukkeller, Miglior birrificio italiano 2019 

9 abril, 2019 Off By Gazzettino Italiano Patagónico

 

Il birrificio marchigiano Mukkeller è il Migliore birrificio italiano 2019! A decretarlo la giuria di Birra dell’Anno, evento ospitato nella manifestazione Beer Attraction, giunta quest’anno alla 14ª edizione. Non solo l’importante riconoscimento per il birrificio, ma anche per alcune delle sue birre che hanno guadagnato la medaglia d’oro nella loro categoria, come la Haus Bier, La Corva e la Mukkamannara, rispettivamente una birra chiara a bassa fermentazione, una scura simil Stout e una Strong di tipologia belga dal colore bruno. Ma approfondiamo meglio l’identità di Mukkeller con Marco (in produzione) e Fabio Raffaeli (distribuzione e contabilità), i fratelli marchigiani uniti dall’amore per la birra.

  • Marco, come nasce il birrificio?
    Il birrificio nasce nel 2010 dalla passione per la birra. Ho iniziato facendo birra a casa ed un bel giorno ho deciso di trasformarla in un lavoro. È stato un passo quasi fisiologico dopo anni da homebrewer.

    Perché “familiare”?
    All’inizio ero da solo, ma in famiglia mi aiutavano tutti: babbo, mamma e mio fratello Fabio, per questo mi è venuto spontaneo definire “familiare” il nostro birrificio.

    – Da dove il nome Mukkeller?
    Ho iniziato facendo le birre che più mi piacevano, le tedesche, le keller, non filtrate, non pastorizzate. Il mio soprannome è sempre stato Mukka fin da piccolo, quindi “Mukkeller” è l’unione dei due.

    – Marco dove hai imparato a fare la birra? Tua breve bio?
    Ho iniziato a casa in una stanza adibita alle fermentazioni e alle cotte. Essendo appassionato di moto andavo sempre in località dove c’erano birrifici e qualcuno mi faceva partecipare a qualche cotta, così pian piano ho imparato osservando e provando.

    – Qual è la tua filosofia produttiva? E l’ispirazione?
    La filosofia produttiva si basa sul fare birre equilibrate ma mai banali. La mia ispirazione deriva dai birrifici che hanno fatto la storia e proprio per questo le mie birre preferite sono le grandi classiche, che poi sono anche quelle di riferimento, dalle quali prendo spunto mettendoci molto di mio.

    – Produci quasi una ventina di birre, la produzione segue un filo conduttore in base al mercato o solo i tuoi gusti?
    Segue soprattutto i miei gusti, ma essendo composta da birre equilibrate incontra anche i gusti di gente con palati variegati.

    – Che tipologia di birre produci?
    Produco al 40% birre di stampo tedesco: Lager, Helles, Pils, Bock, Dunkel. Un altro 40% di birre è di stampo anglo americano: Ipa, Dipa, Pale ale, Special bitter, Ipa con segale. Il restante 20% Belgian.

  • Quali sono le materie prime utilizzate? Italiane?
    Per quanto riguarda il malto d’orzo acquistiamo direttamente in Germania da una piccola malteria a conduzione familiare, ma prendiamo anche del malto di provenienza belga tramite un grossista. Per quanto riguarda i luppoli ci affidiamo a dei grossisti e stipuliamo dei contratti per garantirci la quantità annuale; purtroppo in Italia non acquistiamo ancora materie prime.

    – Qual è la birra base che presenta il birrificio? E quella che credi ti sia venuta meglio?
    Più di una, la “Mukkellerina, MuPils, Hattorihanzo”. E la mia birra preferita? Ogni settimana ne preferisco una diversa, ed è anche il motivo per il quale ne produciamo così tante.

    – E i numeri della produzione?
    Nel 2019 siamo partiti con il piede giusto, siamo circa a 18mila litri mensili prodotti, con un impianto da 1.200 litri.

    – Dieci anni fa ti saresti mai aspettato di arrivare ad essere uno dei birrifici più apprezzati di Italia? Addirittura di vincere come Miglior birrificio italiano?
    Dieci anni fa sono partito con un chiodo fisso in testa: diventare il migliore, ed ho sempre avuto la consapevolezza che ci sarei riuscito, con la tenacia, il sudore e la determinazione si riesce quasi sempre ad eccellere.

    – Fai squadra anche con tuo fratello Fabio, che progetti avete?
    Siamo una bella squadra, io sono in produzione e Fabio cura il resto, tra noi c’è molto rispetto e ci divertiamo parecchio. I prossimi progetti sono migliorare la tecnologia del birrificio e soprattutto ampliare la cantina, cercando sempre di migliorare le birre.

    – Complimenti, hai voglia di fare un brindisi alla birra artigianale italiana?
    Grazie mille, viva la birra italiana e tutto il movimento che la circonda, fatto di gente appassionata e geniale!

Gianni Angelucci