Cervezas Alhambra

Cervezas Alhambra

9 abril, 2019 Off By Gazzettino Italiano Patagónico

 

Presentata a Milano Alhambra Reserva 1925, special edition realizzata in collaborazione con l’artista spagnolo Alan Sastre. Una bottiglia di birra da 70 cl che va oltre l’uso comune, reinventandosi come “tela”. Una superficie che diventa opera d’arte, su cui creare e lasciare traccia. Questo il pensiero a monte di Sastre per “crear/sin/prisa” (creare senza fretta), la piattaforma di Cervezas Alhambra per la promozione delle arti contemporanee. Il risultato è un’edizione speciale di Alhambra Reserva 1925, dove ogni bottiglia è un pezzo d’arte unico, in quanto dipinta a mano e frutto dell’espressione di Alan Sastre. Una creazione cromatica ispirata ai pigmenti “mozarabici” come la malachite e i lapislazzuli tipici dell’Alhambra di Granada. L’Alhambra Reserva 1925 di Sastre è la reinterpretazione della versione ambra lager, prodotta dal gruppo spagnolo Mahou San Miguel. Il sapore intenso e la confezione caratterizzata dalla bottiglia verde non etichettata la rendono una birra dalla marcata identità. Una birra dall’aroma intenso (6,7% vol), che combina note di grano tostato con il leggero tocco floreale e speziato tipico del luppolo Saaz. Le note tostate di caramello completano la sua media amarezza. Una birra artigianale da degustare “senza fretta” che ha sposato il progetto “crear/sin/prisa” di Cervezas Alhambra che si ispira a valori di fondo come dedizione e sensibilità nella lavorazione di ingredienti e materiali. Una visione da una prospettiva diversa per scoprire nuovi dettagli. Da questa pulsione nasce l’idea di trasformare la bottiglia in vetro in un oggetto d’arte da collezione a cui dare una seconda vita. La Special Edition Alhambra Reserve 1925 può, infatti, trasformarsi in un portafiori, in una lampada, in un porta candele e in molto altro ancora, a seconda della singola immaginazione. La piattaforma creativa “crear/sin/prisa” ricerca la collaborazione di artigiani, artisti, architetti per creare con il brand di Mahou San Miguel un’esperienza che risvegli i sensi. Un lavoro che nasce dalla precisione, dal dettaglio e dalla passione per le materie prime, proprio come per la produzione di birra. Il progetto a Milano ha preso vita non solo attraverso l’opera di Alan Sastre, ma anche di quelle di quattro artisti italiani: GB Group, Odd Garden, Orthographe e Rota-Lab. Maker e artigiani, immersi nell’arte e nella cultura, che hanno creato una serie di installazioni artistiche che sottolineano il legame di Alhambra con il mondo dell’artigianato contemporaneo attraverso l’uso dei cinque sensi, la passione per la qualità delle materie prime e il processo di produzione meticoloso. GB Group ha creato “The Flamingos Fountain”, che prende ispirazione dalla Fonte dei Leoni, elemento caratteristico della fortezza andalusa dell’Alhambra. Elemento chiave della fontana è la figura regale del leone, che, nell’opera, viene sostituito con quello del fenicottero rosa, simbolo di una società contemporanea dove i re non nascono ma vengono prodotti. Dalla combinazione di Rota-Lab (laboratorio di arti applicate dedicato alla creazione di arredamento di design di fattura artigianale) e Odd Garden (studio di garden design) è nata “Estate di fine millennio”. Le strutture poligonali in legno ospitano la composizione vegetale ideata da Odd Garden e, insieme, creano un angolo di verde che richiama i giardini del palazzo Alhambra. L’utilizzo di forme geometriche come esagono ed ottagono, unito a una scelta vegetale mediterranea come pitosfori, corbezzoli, oleandri e cipressi ha l’intento di trasportare a Granada vivendo l’esperienza di un giardino arabo. Orthographe ha invece pensato a una scultura di luce per interni: “Inner light bubbles”. Le geometrie luminose sono generate dalla rifrazione di raggi di luce monocromatica che disegnano lo spazio di segni pulsanti ed evanescenti. È una struttura composta da raggi laser che vengono deviati da prismi e specchi creando una scultura nello spazio. Al suo interno, incastonata, una bottiglia di Cerveza Alhambra Reserva 1925 che diviene un vetro ottico e di conseguenza, parte integrante di un’installazione luminosa.

Gabriele Ancora