Il Brunei e la pena di morte per gli omosessuali

Il Brunei e la pena di morte per gli omosessuali

4 abril, 2019 Off By Gazzettino Italiano Patagónico

  • Choc in Brunei dove è entrato in vigore il nuovo sistema penale basato sulla Sharia islamica
  • Tra le norme più discusse c’è la pena di morte (attraverso lapidazione) per gli omosessuali
  • Basteranno almeno quattro testimoni oculari per portare a processo due presunti gay

Il sultano del Brunei, Hasanal Bolkiah, ha tenuto un discorso pubblico questa mattina, in concomitanza con l’entrata in vigore del contestatissimo emendamento al Codice penale che prevede la lapidazione per i rapporti omosessuali e l’adulterio. La riforma, che fa del Brunei il primo paese del Sud-est Asiatico ad aderire al Codice della Sharia a livello nazionale, ha suscitato un coro di proteste a livello internazionale.

Gli omosessuali e gli adulteri da oggi potranno essere messi a morte per lapidazione: questa è una delle misure previste dalla ‘sharia’, la legge coranica, entrata in vigore nel piccolo, ricchissimo sultanato del Brunei, nel Sud-est asiatico. Una svolta integralista che ha suscitato condanne da tutto il mondo e dagli attivisti per i diritti umani e che ha provocato un forte choc nella comunità gay dello Stato nel nord dell’isola di Borneo, che parla di Medioevo. Il Brunei ha, quindi, adottato oggi una nuova legge che punirà i rapporti omosessuali e l’adulterio con la pena di morte tramite lapidazione. La nuova norma era stata annunciata già nel 2014, e da allora è stata introdotta in maniera graduale. La prima fase dell’implementazione è stata annunciata in sordina sul sito web del procuratore generale di Brunei il 29 dicembre scorso. In base al nuovo codice, la pena di morte si applica anche ad altri reati, oltre alla sodomia e all’adulterio, come lo stupro, la rapina, la blasfemia o l’insulto al profeta Maometto. Quanto ai rapporti sessuali fra lesbiche, la pena è differente rispetto ai gay: 40 frustate e fino a 10 anni di carcere. La frusta colpirà anche i colpevoli di aborto, mentre per il furto (non la rapina) si prevede l’amputazione della mano. La colpevolezza viene accertata solo nei casi di confessione o se gli imputati sono accusati da testimoni.

Le regole della Sharia in vigore dal 2014

Diverse organizzazioni per i diritti umani hanno espresso orrore per la nuova aggiunta al Codice penale del Sultanato, che mutua i più rigidi precetti della Legge islamica e prevede, tra le altre cose, l’amputazione per il reato di furto. Brunei è diventato il primo paese del Sud-est asiatico ad adottare ufficialmente la Sharia, nel 2014. Negli scorsi anni il piccolo Sultanato del Borneo ha irrigidito il proprio sistema legale, ad esempio proibendo la vendita di alcolici.

Filippo Brandi