Ancora un fallimento per Theresa May e gli accordi sulla Brexit

Ancora un fallimento per Theresa May e gli accordi sulla Brexit

31 marzo, 2019 Off By Gazzettino Italiano Patagónico

  • Anche il terzo tentativo di Theresa May è fallito e la Camera dei Comuni ha bocciato la proroga della Brexit
  • La premier aveva messo sul tavolo le sue dimissioni in cambio di un voto favorevole
  • Il Consiglio Europeo ha immediatamente programmato una riunione straordinaria per il 10 aprile

La Camera dei Comuni ha bocciato con 344 voti contrari e 286 voti a favore l’emendamento presentato dal primo ministro Theresa May che chiedeva al Parlamento britannico di ratificare l’accordo di recesso da lei negoziato con Bruxelles senza la dichiarazione politica sui futuri rapporti fra le due aree. Il Consiglio europeo aveva posto la ratifica della Brexit da parte di Westminsterdell’accordo di separazione come condizione per concedere una proroga dell’articolo 50 fino al 22 di maggio. In caso contrario, come si e’ verificato oggi, si va invece automaticamente a una proroga più ridotta al 12 di aprile.

La premier britannica, nei giorni scorsi, aveva messo sul tavolo anche le sue dimissioni pure di arrivare all’approvazione dell’accordo per la proroga sulla Brexit fino al 22 maggio, nel tentativo di contrattare un nuovo accordo. Invece così non è andata e Theresa May ha ottenuto la terza sonora sconfitta in poco più di un mese. «Le implicazioni sono gravi – ha detto qualche minuto dopo il voto contrario di Westminster -. È motivo di profondo dispiacere che ancora una volta questa Assemblea non sia stata in grado di sostenere l’uscita dall’Unione europea in modo ordinato». Le opposizioni, guidate dal leader labourista Jeremy Corbyn, chiedono l’immediato passo di Theresa May dopo questa ennesima sconfitta parlamentare. «La Camera è stata chiara, questo accordo deve cambiare – ha detto il capo dell’opposizione a Westminster -. Se la premier non vuole accettarlo, deve dimettersi ora, non un prossimo futuro e lasciare che il Paese decida del futuro del Paese attraverso elezioni generali».

Si mobilita immediatamente anche l’Europa

«Alla luce della bocciatura dell’accordo di divorzio da parte dei Comuni, ho deciso di convocare un vertice Ue il 10 aprile». Così il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk su Twitter dopo il no di Westminster all’accordo di divorzio della Brexit.

Enzo Boldi