Tè bancha, umeboshi e salsa di soia: un rimedio naturale dai mille utilizzi

Tè bancha, umeboshi e salsa di soia: un rimedio naturale dai mille utilizzi

27 marzo, 2019 Off By Gazzettino Italiano Patagónico


l rimedio chiamato ume-sho-bancha è del tutto naturale e si compone di tè bancha (in particolare la varietà kukicha), prugne umeboshi e salsa di soia (shoyu o tamari). Questi tre ingredienti insieme hanno qualità corroboranti, rinforzanti per il sistema immunitario, alcalinizzanti e molto altro. È uno dei rimedi utilizzati in macrobiotica, grazie alla sua versatilità e all’immediata efficacia, oltre ad essere molto semplice da preparare.

Quando usare il rimedio ume-sho-bancha:

  • Problemi del tubo digerente (difficoltà nel digerire, acidità, reflusso, nausea, crampi intestinali)
  • Debolezza e stanchezza
  • Anemia
  • Mal di testa se interessa la zona occipitale
  • Gonfiore per eccesso di gas
  • Sintomi influenzali da raffreddamento

Vediamo nel dettaglio i tre ingredienti:

Il tè kukicha, detto anche Tè dei tre anni, è un ottimo veicolo che porta il rimedio in profondità, oltre ad essere ricco di minerali e senza alcun effetto collaterale. Infatti non è stimolante perché non contiene teina, sono solo i rametti tostati del tè verde e non le foglie. Ha un buon aroma, quasi vanigliato, e si può riutilizzare fino a tre volte prima che i rametti siano esausti. Si può bere in qualunque momento della giornata e della sera, anche durante o dopo i pasti ed è indicato anche per i bambini piccoli.

L’umeboshi è la vera protagonista di questo rimedio, grazie al suo grande potere rinforzante per tutto il tubo digerente e in particolare per l’intestino. Anche se vengono chiamate “prugne umeboshi”, si tratta di un tipo di albicocca giapponese che viene fatta fermentare sotto sale per mesi o per anni prima di essere consumata. Oltre agli effetti benefici del frutto in sé, durante la fermentazione si sviluppano dei batteri molto potenti e benefici per il nostro microbiota intestinale, che rimettono ordine fra i vari ceppi batterici quando alcuni di essi prendono il sopravvento su altri sviluppandosi incontrollatamente. L’umeboshi è un rimedio universale per tutti i disturbi di tipo yin, cioè causati da eccessi di tipo espansivo e raffreddante (dolci, cibo freddo, crudo, raffinato, stimolanti…). Per le quantità e le modalità di assunzione è bene fare riferimento a un esperto di cucina naturale e macrobiotica, vista l’elevata quantità di sale presente. In cucina invece possiamo usare senza problemi l’acidulato di umeboshi per cuocere o condire le pietanze, che sostituisce sia l’aceto che il sale.

La salsa di soia serve per accentuare la qualità yangdel rimedio: anch’essa è molto salata, viene fermentata e stagionata per mesi o per anni. È molto importante scegliere shoyu (più delicata) o tamari(più decisa e senza glutine) che siano biologiche e di ottima qualità! Non è adatta alla preparazione del rimedio la salsa di soia in vendita nei comuni supermercati, che generalmente contiene conservanti, zuccheri e altri ingredienti, oltre a una quantità eccessiva di sale di bassa qualità.

Può essere utile aggiungere qualche goccia di succo di zenzero fresco, soprattutto per i problemi di digestione.

Come preparare il rimedio ume-sho-bancha

Ingredienti:

1 tazza di acqua

1 cucchiaino di tè kukicha

1 prugna umeboshi intera oppure un cucchiaino di purea di umeboshi

1 cucchiaino di shoyu o tamari

2 cm di radice di zenzero grattugiata finemente (facoltativo)

Preparazione:

Mettere a bollire l’acqua. Una volta preso il bollore, inserire il tè kukicha, lasciare sobbollire 30 secondi e poi spegnere e lasciare in infusione qualche minuto. Nel frattempo, in una tazza mescolare la purea di umeboshi con la salsa di soia per ottenere una pasta abbastanza omogenea. Se si usa la prugna intera, rimuovere il nocciolo* e schiacciarla bene con un cucchiaino. Una volta pronto, versare il tè filtrato direttamente nella tazza, poco alla volta, mescolando bene. A piacere aggiungere poche gocce di succo di zenzero appena grattugiato e spremuto. Bere subito quando è caldo.

L’ume-sho-bancha si può assumere in qualunque momento della giornata, meglio se la mattina a stomaco vuoto. Se ne può prendere una tazza ogni giorno per 4-5 giorni, al massimo due tazze al giorno. Non è un rimedio adatto ai bambini.

*Non gettate via il nocciolo delle umeboshi, anche questo è prezioso per i disturbi gastrici! Semplicemente tenuto in bocca calma l’acidità di stomaco e la nausea.

Silvia Bellano