La data della Brexit è cambiata: sarà il 22 maggio, a patto che si trovi un accordo sul “come”

La data della Brexit è cambiata: sarà il 22 maggio, a patto che si trovi un accordo sul “come”

25 marzo, 2019 Off By Gazzettino Italiano Patagónico

  • L’Unione Europea ha concesso al Regno Unito una proroga dell’articolo 50
  • La Brexit scatterà il 22 maggio invece del 29 marzo
  • L’accordo ad una condizione: che entro la settimana prossima il Parlamento decida come lasciare l’Ue

Theresa May può tirare un sospiro di sollievo, almeno per poco.  Durante la riunione di giovedì del Consiglio Europeo, l’Unione Europea ha concesso al Regno Unito di spostare più in avanti la data della Brexit: non più il 29 marzo ma il 22 maggio. Ma c’è una condizione importante:i l Parlamento Britannico dovrà votare un accordo entro la prossima settimana, o al massimo decidere “come ” uscire dall’Unione Europea entro il 12 aprile. Una condizione piccola ma allo stesso tempo imponente. Concedendo un mese in più, l’Unione Europea dimostra di voler andare incontro alle oggettive difficoltà che sta incontrando Theresa May, ma non è disposta a tollerare oltre. Lo scatto dell’articolo 50 potrà slittare  in avanti, ma è fondamentale che Westminster sciolga una volta per tutte il nodo della matassa. A Theresa May è stato messo in chiaro infatti che entro la prossima settimana il Parlamento Britannico dovrà votare un accordo: più semplice a dirsi che a farsi, considerando che la Camera dei comuni ha già respinto più volte gli accordi presentati dal primo ministro. E se entro la prossima settimana un accordo ancora non ci fosse, Theresa May avrà fino al 12 aprile per decidere cosa fare e come farlo: uscire senza accordo, quindi secondo l’opzione no-deal, oppure chiedere un’ulteriore proroga. «Il governo britannico ha ancora la possibilità di uscire con un accordo, o di farlo senza accordo, oppure di richiedere una proroga lunga o di cancellare l’uscita», ha twittato il presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk alla fine della riunione. Di fronte ai giornalisti Tusk ha detto di essere «molto più ottimista». Se più tempo venisse concesso potrebbe essere l’occasione per Jeremy Corbyn di ottenere nuove elezioni generali e un nuovo referendum. Ma non è detto che l’Ue, che ha già mostrato attraverso i suoi rappresentati del Parlamento e del Consiglio Europeo una certa insofferenza, sia d’accordo.

Gaia Mellone