I falsi miti dell’alimentazione

I falsi miti dell’alimentazione

18 marzo, 2019 Off By Gazzettino Italiano Patagónico


Non importa quale tipologia di cucina si adotti o quale regime alimentare si scelga di intraprendere, ciò che dobbiamo avere sempre ben chiaro in mente è che inevitabilmente esisteranno alcuni miti da sfatare. Qui di seguito riportiamo alcuni esempi che possono facilmente chiarire il concetto di “falsi miti”. Eliminare il glutine non aiuta a dimagrire. Va eliminato solo in caso di celiachia accertata, mentre vanno ridotte dose e frequenza di assunzione in caso di intolleranza. In un regime alimentare equilibrato è importante abbinare nello stesso pasto alimenti con glutine ad alimenti che non lo contengono, in modo da compensare l’apporto di nutrienti senza avere un sovradosaggio. Ad esempio, una pasta e fagioli non richiede altri alimenti, soprattutto se si parla di pane o derivati. Non arrovellarsi attorno al dilemma zucchero bianco o zucchero di canna. Per calorie, molecole e procedimento di raffinazione, infatti, sono la stessa cosa. Differiscono solo dal vegetale di partenza: il primo deriva dalla barbabietola, mentre il secondo dalla canna da zucchero. Il maggior contenuto di melassa, la sostanza che gli conferisce il colore scuro, non rende lo zucchero più salutare poiché la quantità di vitamine e sali minerali che apporta è minima. E sostituire lo zucchero bianco con fruttosio o un dolcificante ipocalorico? Il fruttosio è sì uno zucchero semplice ma deve essere utilizzato in piccole dosi perché produce fermentazione intestinale, favorendo la proliferazione di batteri “cattivi”. I vari dolcificanti hanno sicuramente un basso apporto di calorie in relazione ad un gusto più dolce, dovuto quest’ultimo alla particolare forma della molecola che, a differenza di quella dello zucchero, rimane a contatto con i recettori del gusto “dolce” più a lungo; purtroppo ancora oggi non ci sono certezze sulla loro eventuale non-tossicità. È certo però che l’aspartame contenente una molecola di amminoacido fenilalanina non deve essere utilizzato da chi è affetto da fenilchetonuria, una malattia genetica che non permette di assumere questo amminoacido presente in gran parte delle proteine vegetali ed animali. Sfruttiamo gli zuccheri presenti negli alimenti ed abituiamo il nostro palato ad un gusto meno dolce. Il desiderio dei cibi dolci è simile ad una dipendenza: più ne assumiamo e più il nostro cervello ci comunica che ne vogliamo ancora. Rinunciare drasticamente al gusto dolce è molto difficile, solo la buona volontà ci aiuta ad iniziare a ridurne per lo meno la quantità. In breve, sarà possibile sentirne meno la mancanza, perché a diminuire sarà prima di tutto lo stimolo cerebrale. Aggiungere yogurt o derivati che contengono fermenti lattici all’interno di una preparazione che subirà alterazione termica (come la cottura) è totalmente inutile dal punto di vista salutare. I fermenti presenti non eserciteranno infatti alcuna azione. L’aggiunta di essi, ad esempio, in una torta serve solo ad avere un dolce più soffice ed umido.  La funzionalità di una dieta detox per rimettersi in forma. Purtroppo non esiste un alimento che abbia una accertata funzione disintossicante. L’insieme di più alimenti atti a favorire i processi fisiologici, soprattutto quelli deputati all’escrezione delle molecole di degradazione, può certamente essere d’aiuto in questo senso. Un alimento emblema della dieta detox è l’ananas ma, ahimè, noi ne mangiamo il frutto, ma la molecola che ha un effetto terapeutico o funzionale accertato – tanto da essere in commercio come farmaco antinfiammatorio, la bromelina – è contenuta per la maggior parte nel gambo. Certo, mangiare ananas non è nocivo, la bromelina è presente in piccolissime quantità anche nel frutto. Ma si sta parlando del frutto fresco, naturalmente, in quello sciroppato possiamo solo fare una grande scorta di zuccheri. 

Dott. Silva Bellano