Giuseppe Conte sui casi di femminicidio: «Discutere le sentenze è sintomo di democrazia»

Giuseppe Conte sui casi di femminicidio: «Discutere le sentenze è sintomo di democrazia»

16 marzo, 2019 Off By Gazzettino Italiano Patagónico


  • Con un post su Facebook Giuseppe Conte interviene sulle sentenze per femminicidio di Bologna e Genova
  • I giudici dei due tribunali avevano inserito nelle sentenze le componenti di «tempesta emotiva» e «delusione»
  • Il premier: «Nessuna reazione emotiva, nessun sentimento, pur intenso, può giustificare o attenuare la gravità di un femminicidio»

Dopo la sentenza del tribunale di Bologna, che ha dimezzato la pena di un uomo che ha ucciso l’ex compagna in preda ad «una tempesta emotiva», il tribunale di Genova ha usato la «delusione» come attenuante per un altro femminicidio. Delle decisioni che fanno rabbrividire e che hanno sollevato diverse polemiche. Anche Giuseppe Conte ha deciso di condannare le scusanti: «Nessuno stato emotivo può essere una giustificazione». Con un post su Facebook il presidente del consiglio Giuseppe Conte condanna l’utilizzo dell’emotività come attenuante per i casi di femminicidio. Conte mette le mani avanti fin dall’inizio spiegando che la discussione sulle sentenze sono un sintomo di democrazia, a patto che ci sia « il rispetto dei ruoli e, in particolare, la tutela dell’autonomia della magistratura». Chiarisce anche che «per cogliere appieno e criticare il significato di una sentenza occorrerebbe una specifica competenza tecnica» ma non può esimersi dal commentare il dibattito che negli ultimi giorni ha scandito le pagine dei giornali e dei siti online. «Abbiamo letto di sentenze per episodi di femminicidio nelle quali si è tirata in ballo una presunta reazione “emotiva” e la relativa intensità, ai fini di un’attenuazione della pena.- scrive Conte dal suo profilo Facebook – 
 Si è fatto riferimento ad una “tempesta emotiva”, ad un sentimento “molto intenso, non pretestuoso, né umanamente del tutto incomprensibile”».

Giuseppe Conte: «Nessuno stato emotivo può essere una giustificazione»

Il premier, pur non non entrando nel merito della validità delle sentenze, sottolinea che è fondamentale prendere una posizione sull’aspetto «di più ampia portata culturale, che riguarda il dibattito pubblico, e su cui la politica può e anzi deve legittimamente intervenire». «Ed è in questa ultima prospettiva che dobbiamo chiarire, con forza, – continua a scrivere Conte – che NESSUNA REAZIONE EMOTIVA, NESSUN SENTIMENTO, PUR INTENSO, può giustificare o attenuare la gravità di un femminicidio». Il premier conclude il suo post con uno sguardo al futuro: «La crescita e lo sviluppo della nostra società deve muovere dal rispetto e dalla valorizzazione del “patrimonio femminile”: le donne, tutte le donne, sono una grande ricchezza, una preziosa risorsa che ci consentirà di costruire una società migliore». «Dobbiamo maturare questa convinzione giorno per giorno, dobbiamo lavorare costantemente a questa rivoluzione culturale». 

Gaia Mellone