Attentato in Nuova Zelanda

Attentato in Nuova Zelanda

16 marzo, 2019 Off By Gazzettino Italiano Patagónico

  • Nuova Zelanda, uno degli attentatori aveva scritto il nome di Luca Traini sui caricatori
  • L’uomo è lo stesso che ha condiviso in diretta il video della strage in una delle due moschee di Christchurch
  • Oltre a Traini altri nomi legati alla lotta xenofoba ai migranti e contro l’Islam, compreso il generale Venier

Il particolare inquietante riporta alla mente quanto successo lo scorso anno a Macerata, quando Luca Traini seminò il panico per le strade in una vera e propria caccia al nero per vendicare – a modo suo – l’uccisione della giovane Pamela Mastropietro. Il suo nome è comparso tra quelli scritti a mano sui caricatori utilizzati da uno degli attentatori di Christchurch per portare a termine l’attentato contro due Moschee in Nuova Zelanda. Insieme al suo, anche altri nominativi di personaggi che si sono macchiati di atti xenofobi e razzisti contro migranti, oltre a personaggi storici protagonisti di grandi battaglie contro Paesi a maggioranza islamica. La matrice xenofoba e razzista dell’attentato in Nuova Zelanda era già stata annunciata dalla premier Jacinda Ardern, ma le scritte sui caricatori usati da uno degli attentatori sembrano confermare ancor di più questa ipotesi. A condividere quella foto, qualche minuto prima della sparatoria combinata nelle due Moschee di Christchurch , è stato Brenton Tarrant, il cittadino australiano protagonista anche della condivisione in diretta Facebook del suo assalto alla moschea di Al Noor. La foto e il video sono stati oscurati poi dai social, insieme ai suoi profili.

Nuova Zelanda, il nome di Luca Traini sui caricatori dell’attentatore

Tra i nomi scritti a mano sui tre caricatori, poi esplosi sulle vittime, non si fa riferimento solo a Luca Traini e al suo folle gesto per vendicare Pamela Mastropietro, ma anche ad altri fatti storici che hanno riguardato migranti e religione. Si parte dal caso Rotherham dove sono state svelate violenze sessuali nei confronti di 1400 bambini e di cui la propaganda xenofoba ha accusato i migranti; poi si cita Alexandre Bissonnette, il 29enne che nel 2017 uccise sei persone in una moschea di Quebec City, in Canada.

Anche il nome del generale Venier

L’attentatore della Nuova Zelanda ha anche scritto nomi che rimandano a fatti storici molto meno recenti. Sul terzo caricatore, infatti, compare anche la scritta Shipka Pass 1877-1878 ricordando la battaglia dell’Impero russo e dei volontari bulgari contro gli Ottomani. Oltre a questo c’è anche il nome di Sebastiano Venier, il generale veneziano alla guida della Lega Santa che sconfisse i turchi nella battaglia di Lepanto nel 1571.

Enzo Boldi