Venezia, l’offerta ai poveri ma «prima gli italiani»

Venezia, l’offerta ai poveri ma «prima gli italiani»

4 marzo, 2019 Off By Gazzettino Italiano Patagónico


  • A Venezia un uomo ha lasciato un offerta in chiesa chiedendo fosse rivolta solamente agli italiani
  • Il capo della collaborazione pastorale di San Nicolò e San Marco a Mira lo invita a riprendere indietro i soldi
  • Sul bigliettino la scritta: «Italiani in primis e gli stranieri per ultimi»

In Italia anche la beneficenza sta diventando nazionalista. A Venezia un uomo ha lasciato una busta con un’offerta ai poveri. Tutto molto bello ed esempio di solidarietà, ma il biglietto che accompagnava la busta è riuscito a rendere negativo anche un gesto così positivo. «Italiani in primis e gli stranieri per ultimi», recitava il foglio inserito all’interno della lettera lasciata dall’uomo. Pronta la replica del capo della collaborazione pastorale di San Nicolò e San Marco a Mira: «Puoi anche riprenderti la tua offerta». «Questi slogan che non hanno niente a che fare con la fede» ha detto don Gino Cicutto. La beneficenza, dunque, diventa vittima anche dei motti che stanno contraddistinguendo la campagna elettorale perpetua. Parole xenofobe che distinguono anche i poveri per il loro colore della pelle o la loro nazionalità. Un fatto che non può essere condiviso dalla Chiesa e il gesto del parroco di Venezia non poteva che esserne la conseguenza. «Quanto era scritto sulla busta – scrive don Cicutto sul foglio parrocchiale che ospita i suoi appunti settimanali – mi ha profondamente amareggiato e umiliato. C’era scritto: ‘Pro anziani, malati, al freddo o alla fame, italiani da sempre, in primis! Gli stranieri per ultimi!’. Queste parole ripropongono slogan che siamo abituati a sentire, ma non hanno niente a che fare con la fede e la vita cristiana che considera i più poveri tra i primi, senza guardare il colore della pelle o la provenienza».

La vera natura dell’essere Cristiano

Secondo il parroco a capo della collaborazione pastorale di San Nicolò e San Marco a Mira, a Venezia, «la persona che ha scritto queste parole deve interrogarsi seriamente sul suo essere cristiano, e se non è d’accordo su quello che è la vera carità, può passare per la canonica a riprendersi la sua ‘offerta’; eventualmente può consegnarla a chi la pensa come lui ma non deporla davanti al Signore».

Enzo Boldi