Primarie del PD, Zingaretti e Martina insieme a Milano

Primarie del PD, Zingaretti e Martina insieme a Milano

4 marzo, 2019 Off By Gazzettino Italiano Patagónico


  • Dalle 8 alle 20 aperti 7mila gazebo in tutta Italia per le primarie del Partito Democratico
  • Dopo mesi di attacchi e insulti, i candidati si sono mostrati uniti e coesi, così come gli altri membri del partito
  • Il commento di Carlo Calenda: «non voto per nessuno ma vado a fare lo scrutatore»

Il conto alla rovescia è cominciato: dalle 8 di questa mattina fino alle 20 di stasera, saranno aperti i gazebo per votare alle primarie del Partito Democratico. Dopo campagne, rinunce e attacchi, la triade di candidati ha abbandonato i toni polemici, e all’interno del Partito sembra di respirare un’aria di tranquillità, coesione e solidarietà. Almeno, cosi pare. Sotterrare l’ascia di guerra per essere uniti verso un futuro migliore del paese. Le ultime foto “di campagna” mostrano Nicola ZingarettiMaurizio Martina e Roberto Giachetti che si stringono l’un altro, tutti uniti in un pugno unico e sorridenti, pieni di belle speranze. Certo non è sempre stato così, ma alla vigilia del voto il messaggio deve essere «vinca il migliore». Ieri durante la manifestazione People, prima le persone, Maurizio Martina e Luca Zingaretti sono apparsi sorridenti uno vicino all’altro, mentre reggevano lo stesso striscione. Intanto Giachetti mantiene un po’ il dente avvelenato, dicendo che se il vincitore dovesse allearsi con il Movimento 5 stelle abbandonerebbe il partito. Poi torna sulla scia dei moschettieri: «Se perdo rimango», e il sentimento di coesione torna dominante.

Calenda scrutatore ai gazebo per le primarie del PD

Ognuno faccia la sua parte: Romano Prodi ha fatto il suo appello, così come Walter Veltroni e Giuliano Pisapia. Matteo Renzi aggiunge che non farà battaglia a chiunque vincerà, elettori e militanti sono già partiti con il tam tam sui social per spingere le persone a recarsi in uno dei 7 mila gazebo sparsi in tutta Italia. E in uno di questo, potreste persino trovarci Carlo Calenda. «Non voterò per nessuno dei candidati in corsa» dice l’autore della campagna «Siamo Europei», un pistone unico per combattere «i sovranisti». Al Pd però continua a strizzare l’occhiolino, sperando che ne diventi l’azionista principale: «Vado a fare lo scrutatore in piazza del Popolo». Più corretto di così.

Pino Martusciello