Le chiacchiere di Conte

Le chiacchiere di Conte

28 febrero, 2019 Off By Gazzettino Italiano Patagónico


  • Giuseppe Conte, Luigi Di Maio e Matteo Salvini si sono riuniti ieri a cena
  • Il presidente del Consiglio ha pubblicato la foto di un vassoio con le chiacchiere
  • Un messaggio in codice sull’esito del vertice?

Chissà se la squadra della comunicazione di Giuseppe Conte ha voluto mandare un segnale con la fotografia che il presidente del Consiglio ha pubblicato sui social network subito dopo la cena di governo insieme ai vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini. L’immagine di un bel vassoio di chiacchiere croccanti si staglia sulla tovaglia tipica del dopocena. Il momento del dolce e delle discussioni tra amici, messi in archivio (e in pancia) gli altri piatti sul menu. Ma il fatto che si siano scelte proprio le chiacchiere per comunicare l’esito del vertice non può essere un marchiano errore di comunicazione. Sarebbe stato troppo per il team di Rocco Casalino mostrare il fianco alle critiche scegliendo, in maniera non voluta, un dolce che richiama alle parole vane, agli scherzi, ai discorsi in libertà che nulla hanno a che fare con la concretezza. «Chiacchiere», appunto. Invece, l’esperienza dei social media manager nell’utilizzo dei nuovi mezzi di comunicazione potrebbe suggerire un messaggio in codice, qualcosa che possa far capire la reale portata del vertice di ieri sera.

Il tweet di Conte è questo, chiarissimo:

Vertice a tavola con i vicepresidenti @luigidimaio e @matteosalvinimi per parlare di investimenti, decreto sblocca cantieri, autonomia regionale

I temi della cena delle chiacchiere

Tra i temi toccati con Di Maio e Salvini ci sono stati quelli degli investimenti, poi il decreto sblocca cantieri, il discorso sull’autonomia regionale. Ma sono indicazioni troppo vaghe per poter capire effettivamente di cosa si stesse parlando, del merito di ciascuna discussione. Di investimenti, di sblocca cantieri e di autonomia regionale, solitamente, si parla ai tavoli di Palazzo Chigi, delle commissioni parlamentari, agli appuntamenti tecnici con gli enti coinvolti. Non seduti al ristorante di una tavola apparecchiata con una tovaglia damascata. Se lo si fa, come è avvenuto tra Conte, Di Maio e Salvini, è solo per fare «chiacchiere». E allora il riferimento al Carnevale e al suo dolce tipico assume tutto un altro significato. Non più un omaggio, ma un grido di aiuto. Il presidente del Consiglio si è stancato delle chiacchiere?

Gianmichele Laino