Mogol e la Siae vogliono la radio sovranista

Mogol e la Siae vogliono la radio sovranista

26 febrero, 2019 Off By Gazzettino Italiano Patagónico

  • Alessandro Morelli aveva proposto il 33% delle canzoni italiane passate in radio
  • Mogol e la Siae si sono schierati a favore di questa iniziativa
  • La lettera è stata inviata a tutti gli associati

Bandiere tricolori dappertutto e una nota di accompagnamento al testo da parte di Mogol e della Siae. La Società autori ed editori che si occupa di titolare il copyright dei brani registrati ha inviato ai suoi associati una lettera in cui prende posizione a favore della proposta lanciata dal parlamentare della Lega Alessandro Morelli, ex direttore di Radio Padania, che in quanto presidente della commissione Trasporti e telecomunicazioni della Camera, aveva lanciato una proposta di legge per permettere alle radio di trasmettere 1/3 di canzoni italiane e di prevedere una quota del 10% dei palinsesti per gli artisti emergenti.

Lo schema illustrativo che Mogol ha mandato agli associati Siae

A quanto pare, la proposta di una radio sovranista piace all’attuale presidente della Siae, Giulio Rapetti in arte Mogol, che ha inviato agli associati una lettera in cui illustra la sua posizione: «In base ai nostri dati medi di ripartizione dei diritti d’autore, relativi al periodo 2010-2017 – dice -, su dieci stazioni radiofoniche soltanto quattro rispetterebbero la soglia del 33 per cento della proposta di legge dell’onorevole Morelli. Tale iniziativa avrebbe dunque un impatto positivo sul mercato radiofonico italiano, generando maggiori introiti in diritti d’autore e in diritti connessi e contribuendo ad aumentare la quantità di musica prodotta in Italia. Come sapete, promuovere la musica italiana significa infatti sostenere l’industria culturale del nostro Paese e quindi le tante persone che ci lavorano».

La differenza tra i numeri del Sole 24 Ore e quelli dati da Mogol

Mogol ha anche affermato che una proposta simile, con una quota più bassa, era stata vagliata dal precedente governo, quando come ministro dei Beni Culturali c’era Dario Franceschini. Tuttavia, la proposta della Lega – che tanto aveva fatto discutere nei giorni scorsi – è ancora in una fase embrionale e non ha fatto ancora partire il proprio iter in Parlamento. La proposta di Morelli aveva fatto discutere anche per una valutazione diversa sui dati della musica italiana passata dalle emittenti sul territorio nazionale. EarOne – che si occupa di stilare classifiche musicali con dati in tempo reale – aveva fatto uno studio in collaborazione con il Sole 24 Ore che testimoniava come, al momento, il 45% delle canzoni trasmesse dalle emittenti radiofoniche sia made in Italy.

Mario Benedetti