Il disappunto di Di Maio per la sconfitta alle Regionali in Sardegna

Il disappunto di Di Maio per la sconfitta alle Regionali in Sardegna

25 febrero, 2019 Off By Gazzettino Italiano Patagónico


  • C’è rabbia in casa M5S per il risultato deludente delle Elezioni Regionali in Sardegna
  • Di Maio avrebbe espresso il suo disappunto per come è stata gestita la campagna elettorale
  • Ora i pentastellati preparano il voto online per dare il via alle nuove regole interne

Già prima di conoscere i risultati reali delle Elezioni Regionali in Sardegna, intravedendo un nuovo tracollo del suo Movimento 5 Stelle, il vicepremier Luigi Di Maio ha espresso ai suoi tutto il suo disappunto per il modo in cui i pentastellati hanno condotto la campagna elettorale nell’isola. È quanto racconta oggi il quotidiano Repubblica (articolo di retroscena di Annalisa Cuzzocrea) sottolineando che nel M5S ora si preparano ad accelerare con una votazione online sulla nuova organizzazione interna, decisa subito dopo la sconfitta in Abruzzo e il boom della Lega.

«Quando perdiamo il candidato giusto come in questo caso, dovremmo avere il coraggio di lasciar perdere», avrebbe detto i fedelissimi il ministro di Lavoro e Sviluppo Economico, che avrebbe partecipato al comizio di chiusura a sostegno di Francesco Desogus più per un senso del dovere che per la speranza di spostare voti. La votazione online per la scelta del candidato governatore sardo aveva premiato il sindaco M5S di Assemini Mario Puddu, poi estromesso dalla competizione elettorale per un rinvio a giudizio per abuso d’ufficio. Di Maio e i 5 Stelle pensano alla scelta di 5 anni fa di Beppe Grillo di non concedere il simbolo in Sardegna per le troppe divisioni interne. Questa volta i grillini non sono mai entrati nel vivo della partita, vedendo ancora una volta i loro consensi finire a centrodestra e centrosinistra. Il confronto con le Elezioni Politiche del 4 marzo 2018 parla chiaro. Un anno fa nell’isola il Movimento 5 Stelle aveva raccolto il 42,5% dei consensi. Gli exit poll hanno attribuito al partito di Di Maio meno del 20%. Ciò rende necessario il cambiamento del rapporto con i territori già annunciato. Tra le principali novità della riorganizzazione M5S c’è infatti anche il maggiore peso da attribuire ai delegati regionali, una sorta di segretari regionali che avranno anche la possibilità di selezionare liste, proporre candidati, espellere ribelli, siglare alleanze con altre formazioni civiche.

Il voto online per la nuova organizzazione interna

Repubblica spiega che la trasformazione della struttura del Movimento 5 Stelle da movimento a partito potrebbe essere messa in votazione, sottoposta agli iscritti, sulla piattaforma Rousseau già questa settimana. Non ci sarebbero più votazioni distinte, come deciso inizialmente, ma un solo voto complessivo.

Marco Fabbriani