No vax, tra bufale e disinformazione

No vax, tra bufale e disinformazione

24 febrero, 2019 Off By Gazzettino Italiano Patagónico

È accaduto in Sardegna, dove si è reso necessario l’intervento di un Tribunale e della Corte di Appello per stabilire che una bambina dovesse effettuare le vaccinazioni obbligatorie anti morbillo, anti rosolia e anti parotite, come prescritte dal Decreto Legge 73/2017, e a porre in essere tutti gli adempimenti necessari per consentire alla minore di frequentare la scuola dell’infanzia”. È stato necessario addirittura l’intervento dei Carabinieri per far rispettare i provvedimenti giudiziari e far vaccinare la bambina che, ostinatamente, contro la volontà del padre e delle sentenze, la madre no vax insisteva a non voler sottoporre ai vaccini. Quella dei no vax è una delle battaglie più fortemente ideologiche cui assistiamo oggi, portata avanti contro ogni evidenza scientifica e anche contro ogni risultanza in sede giudiziaria. Non solo ad oggi non esistono studi scientifici o prove concrete che confermino correlazioni tra autismo, o altre malattie, e i vaccini, ma l’unico studio che sosteneva il contrario del 1998, si rivelò un clamoroso falso creato da Andrew Wakefield. Ma i danni di quell’unica voce si ripercuotono ancora venti anni dopo: esistono gruppi e associazioni ancora convinti non solo dell’inefficacia dei vaccini, ma anche che esista un complotto per avvelenare i bambini cui sarebbero inoculati tramite i vaccini le più orripilanti sostanze velenose. Semmai ve ne fosse stato bisogno, anche i tribunali hanno stabilito che non esistono correlazioni tra vaccinazioni e casi di autismo: in almeno due recenti sentenze la Corte di Cassazione, in sede di legittimità, ha confermato le pronunce di merito con cui venivano rigettate le richieste di risarcimento danni. Perizie, risultanze scientifiche, accertamenti hanno stabilito non solo l’assenza di nessi, ma l’insussistenza addirittura di una “plausibilità biologica” tra vaccini e autismo. Ma ciò non basta al popolo dei No vax per fermarsi. Ne ha fatto le spese anche Beppe Grillo che, per avere “osato” sottoscrivere il patto pro-vax di Roberto Burioni è stato tacciato di essere un traditore da parte di alcuni aderenti o simpatizzanti del movimento da lui fondato e che aveva trovato ampie simpatie proprio in chi si dichiarava contro i vaccini e i connessi obblighi. Interessante la risposta dell’ex comico secondo cui i suoi contestatori avrebbero la mentalità da terrapiattisti (richiamandosi ad una delle teorie che spopolano sul web), ma ancora più sottile il distinguo che avrebbe operato quando ha sostenuto che una cosa è la scienza e i vaccini sicuri ed efficaci mentre altro sarebbe l’obbligo vaccinale in quanto scelta politica. Come dire: abbiamo una soluzione per debellare alcune malattie e impedire i contagi, ma vi lasciamo liberi di non usarla permettendovi di far ammalare altre persone. Confusione mentale? Forse la stessa di Luigi Di Maio, che avrebbe operato un altro sottile distinguo tra la scienza e Burioni: sì alla prima, ma no al secondo. Che ne è un rappresentante. Ergo il pregiudizio resta alla base delle prese di posizione. Il tutto ancora una volta contro le evidenze di casi di morbillo, malattia che ben potrebbe essere debellata, importati dall’Italia in Inghilterra. Il caso delle bufale No vax è probabilmente il più eclatante e punta dell’iceberg dei danni che possono essere fatti da una pessima informazione o, addirittura, di una disinformazione voluta. Basti pensare alle drammatiche conseguenze della divulgazione dei Protocolli dei savi di Sion, documento creato ad hoc dalla polizia segreta zarista per diffondere l’antisemitismo. Un falso cui ancora oggi qualcuno crede. Ma all’epoca, nel 1903, non era semplice come oggi il diffondersi delle notizie: la stampa non era alla portata di tutti e l’analfabetismo era ancora diffuso. Ma il falso dei protocolli ebbe una grande eco e successo nonostante venisse subito smentito da articoli pubblicati anche sull’autorevole Times di Londra. Era una verità comoda. Così come oggi lo sono molte bufale che circolano in rete e che, assai facilmente, possono essere rimesse in circolazione. Diamo così libero sfogo a chi sostiene che l’uomo non sia mai stato sulla luna e che siamo tutti vittime di un inganno perpetrato da qualcuno che vorrebbe farcelo credere. Non è chiaro a quale scopo e prescindiamo dal fatto che a creare questo complotto avrebbero partecipato, in cinquanta anni, oltre quattrocentomila persone che mantengono il più stretto segreto. Continuiamo poi con la teoria della terra piatta; ma viene da chiedersi chi sia che, dalla scoperta dell’America abbia voluto farci credere che la terra è rotonda e a quale scopo. Da non dormirci la notte. Dovremmo chiederlo al prossimo congresso terrapiattista. Aggiungiamo le scie chimiche e sforziamoci di capire chi sono i complottisti che, volendo sterminare l’umanità, preferiscono avvelenare l’aria con gli aerei di linea invece di ricorrere a più semplici bombardamenti. Sembra sia da attribuirsi a Mark Twain la citazione “Se non leggi i giornali sei disinformato. Se leggi i giornali sei malinformato”. E se ti informi su internet che cosa sei?

Gianni Dell’Aiuto