Matteo Salvini non vuole responsabilità sul caso di Foligno

Matteo Salvini non vuole responsabilità sul caso di Foligno

22 febrero, 2019 Off By Gazzettino Italiano Patagónico


  • Matteo Salvini non vuole responsabilità sul caso del bambino di Foligno
  • Il docente ha messo all’angolo un minore nigeriano dicendo alla classe: “Vedete quanto è brutto?”
  • Si è difeso parlando di “esperimento sociale”, ma il clima in Italia è questo

Da qualche tempo, la comunicazione di Matteo Salvini si basa sempre di più sul vittimismo. Le proteste che lo stanno inseguendo in Sardegna, infatti, dimostrano che c’è una parte del Paese che continua a contestarlo e contro cui il leader della Lega si scaglia con il piglio della persona perseguitata da vecchi slogan e vecchie idee di Paese. Secondo il ministro dell’Interno «è sempre colpa di Salvini», una sorta di «Why always me?» di balotelliana memoria. Anche il caso di Foligno non fa differenze.

«Dire che l’episodio del bambino di Foligno è colpa mia fa ridere il mondo – ha detto Salvini quest’oggi su Canale 5, in collegamento dalla Sardegna, dove è impegnato in un tour elettorale in vista delle elezioni regionali di domenica prossima -: questa cosa la pensano i professoroni e i commentatori di sinistra». Intervenuto davanti alle telecamere di Mattino 5, il ministro dell’Interno ha respinto al mittente le accuse di aver esacerbato il clima in Italia, tanto da provocare degli episodi limite come quello del docente che ha messo all’angolo un bambino di origini nigeriane dicendo alla classe «non trovate che sia proprio brutto?».

Cosa era successo a Foligno e di chi è la colpa di tutto questo

Il caso di presunto razzismo nei confronti del minore è ancora tutto da verificare, dal momento che il docente ha affermato di aver messo in pratica un esperimento sociale per spiegare meglio ai propri alunni gli orrori dell’olocausto degli ebrei. Si tratta di un accostamento senz’altro infelice: il docente è stato sospeso e si è scusato per ciò che ha fatto. Ma arrivare a mettere in scena questi cosiddetti esperimenti sociali significa che qualcosa, all’interno della nostra società, non funziona.

Ed è sì colpa di Matteo Salvini se mette alla gogna pubblica degli studenti che manifestano pacificamente contro di lui, scatenando commenti violenti dal punto di vista verbale. È si colpa della politica attuale se alcune cose che prima non ci si sognava nemmeno di dire oggi sono state sdoganate, magari attraverso lo schermo di un computer e con la tastiera che batte sui social network. Il tentativo del ministro dell’Interno di allontanare qualsiasi accusa in questo senso sa molto di ammissione di responsabilità. Excusatio non petita, accusatio manifesta.

Gianmichele Laino