Il «Vada a cag***» di Richetti riferendosi a Martina

Il «Vada a cag***» di Richetti riferendosi a Martina

22 febrero, 2019 Off By Gazzettino Italiano Patagónico


  • Nervi tesi nel Pd alla vigilia delle primarie
  • È spuntato un audio di Matteo Richetti in chat con un «Vada a cag***» all’ex segretario Maurizio Martina
  • «Dico esattamente ciò che dico pubblicamente», ha poi spiegato il senatore. Il disappunto sulle liste in alcune regioni

Nell’era delle chat è bene stare attenti alle parole pubblicate o registrate nelle conversazioni di gruppo. Lo sanno bene anche i politici, e lo sa bene ora anche il senatore Matteo Richetti, esponente Pd in campo alle primarie a sostegno di Maurizio Martina, che ha rivolto all’ex segretario Dem un poco garbato «vada a cagare». L’espressione racconta dei nervi tesi tra i big del Partito Democratico, ed evidenzia in particolare il malumore della componente ‘Diversamente’, guidata da Richetti, per il metodo con cui sono state composte le liste della mozione sostenuta, quella di Martina.

Qualcuno avrebbe anche minacciato di lasciare da solo l’ex segretario e lasciare liberà di scelta ai militanti. Richetti sarebbe stato costretto a intervenire per richiamare tutti all’ispirazione originaria di ‘Diversamente’. In un messaggio audio inviato in chat ai suoi ha parlato così: «Ci siamo sempre detti che stiamo insieme non per i posti ma per la politica, non molliamo di un centimetro». Ma oltre a fare da pompiere, il senatore avrebbe anche fatto capire agli altri di comprendere bene il loro disappunto. Si è lasciato scappare così un «Martina può andare anche a cagare». Riferendosi alle liste in alcune aree del Paese, Richetti ai suoi ha poi aggiunto: «Ci sono territori in cui siamo stati letteralmente ignorati, umiliati, cancellati».

Il senatore, parlando del suo sfogo in chat, ha poi spiegato: «In quell’audio dico esattamente ciò che dico pubblicamente, che mi sento preso in giro se mentre giro ovunque predicando impegno comune per il cambiamento, questo non trova spazio in alcune regioni d’Italia e che io non ci sto a spezzarmi la schiena per vedere i soliti noti giocare al risiko delle poltrone».

Marco Arpaia